Un nuovo filone investigativo sullo smaltimento illegale dei rifiuti coinvolge anche la provincia di Salerno nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. L’attività, eseguita dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli con il supporto dei reparti territoriali, ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari in diverse aree del Paese. I provvedimenti sono stati notificati tra le province di Foggia, Salerno, Napoli, Benevento, Roma e Latina. Nel dettaglio, sei persone sono finite agli arresti domiciliari, sette hanno ricevuto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per altri sei è scattata la sospensione dall’attività imprenditoriale per un anno. L’inchiesta, avviata nell’autunno del 2023, avrebbe fatto emergere un sistema strutturato dedicato alla gestione irregolare di ingenti quantitativi di rifiuti speciali. Gli investigatori hanno ricostruito una rete che avrebbe movimentato scarti industriali, rifiuti tessili e materiali indifferenziati provenienti da diversi impianti di trattamento, compresi alcuni presenti nel Salernitano. Secondo gli accertamenti, il meccanismo si sarebbe basato sull’utilizzo di documentazione alterata e sulla falsa indicazione dei luoghi di destinazione dei rifiuti. In questo modo i carichi risultavano formalmente regolari, mentre in realtà sarebbero stati abbandonati in siti non autorizzati. Le indagini, condotte anche attraverso attività di intercettazione, videoriprese e sistemi di localizzazione elettronica, avrebbero permesso di seguire il percorso dei mezzi e ricostruire l’intera filiera. Migliaia di tonnellate di materiale sarebbero finite in cave dismesse, terreni agricoli e strutture abbandonate, causando pesanti conseguenze ambientali e possibili rischi per la salute pubblica. L’attività illecita avrebbe generato profitti stimati in circa 2,5 milioni di euro. Le autorità hanno disposto sequestri che riguardano aziende, mezzi utilizzati per il trasporto e beni riconducibili agli indagati, fino alla concorrenza della cifra contestata. Tra gli aspetti emersi dall’inchiesta figura anche il ruolo strategico di Campania e Puglia nelle rotte del traffico illegale di rifiuti. Secondo gli inquirenti, alcuni trasporti partiti anche da impianti delle province di Salerno, Napoli e Caserta avrebbero raggiunto aree rurali trasformate nel tempo in vere e proprie discariche abusive.










