martedì, Dicembre 16, 2025

Il dibattito sul salario minimo. L’Avv. Gepi Speranza: “Si rispettino le regole dei CCNL soprattutto nel privato”

Articolo scritto dall’Avv. Gepi Speranza

Il dibattito sul salario minimo rischia di distogliere l’attenzione da quella che, a mio avviso, è la vera criticità del mercato del lavoro: l’adeguatezza dell’inquadramento contrattuale e il rispetto effettivo dei diritti previsti dai CCNL, in particolare nel settore privato.

Nel 2025, assistiamo a un evidente squilibrio: i lavoratori pubblici, pur non godendo di retribuzioni elevate, beneficiano di tutele consolidate — ferie, permessi, stabilità occupazionale, inquadramento secondo titoli e classi di concorso — che ai lavoratori del settore privato, nella maggior parte dei casi, non sono garantite. Questi ultimi, infatti, vengono spesso assunti con contratti part-time fittizi, inquadrati a livelli inferiori rispetto alle competenze possedute (persino in presenza di titoli universitari) e sottopagati rispetto all’effettivo carico di lavoro.

È frequente il caso di dipendenti del commercio che lavorano 9-10 ore al giorno con contratti che ne dichiarano la metà, e con buste paga artificiosamente arricchite da voci fittizie (ratei, trasferte) che mascherano un’evidente sotto-retribuzione, sottraendo fino al 30% del dovuto.

È su questi abusi che sindacati e organi ispettivi dovrebbero concentrare la propria azione, vigilando sull’applicazione corretta dei contratti collettivi, sul giusto inquadramento professionale e sulla proporzionalità della retribuzione rispetto alla quantità e qualità del lavoro, come previsto dalla Costituzione.

Lo stesso imprenditore Pirelli indicava come equo un rapporto massimo di 1 a 10 tra la retribuzione di un dirigente e quella di un operaio. Oggi, questo divario ha raggiunto livelli insostenibili. Occorre che anche i datori di lavoro accettino una revisione etica della distribuzione dei profitti.

Da avvocato e cittadino impegnato, auspico che il Governo, del quale sono sostenitore, intervenga per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori, riducendo così la necessità di introdurre un salario minimo che, in un sistema equo, sarebbe di fatto superfluo.

Avv. Gepi Speranza

Articoli simili

SEGUICI

20,280FansMi piace
4,264FollowerSegui
1,050IscrittiIscriviti

Ultimi articoli