Eboli. Il Consiglio Comunale riconosce lo Stato della Palestina

Con un voto unanime dei presenti, lo scorso Consiglio Comunale di Eboli ha approvato la delibera per il riconoscimento dello Stato di Palestina, su proposta della III Commissione consiliare del Presidente Matteo Balestrieri, Capogruppo di Eboli 3.0.

Un atto che va oltre la dimensione locale e assume un valore politico nazionale e internazionale: Eboli diventa così portavoce di un messaggio chiaro e potente, schierandosi senza ambiguità dalla parte dei diritti umani, dell’autodeterminazione dei popoli e della pace.

«Questo non è un gesto simbolico – afferma Balestrieri – ma un atto politico concreto. In un momento in cui la comunità internazionale è troppo spesso paralizzata da interessi e calcoli geopolitici, Eboli sceglie di parlare con la voce della giustizia. Riconoscere la Palestina significa dire che la pace si costruisce solo con il rispetto reciproco, la dignità e la sovranità dei popoli. È un impegno morale e politico che consegniamo alla storia».

«L’indifferenza è il peggiore dei mali. Riconoscere lo stato di Palestina può essere sprone alla costruzione di un percorso di pace. Il dovere delle istituzioni è di non restare indifferenti alle sofferenze dei popoli. Vale per i palestinesi così come per gli israeliani e per tutte le popolazioni vittime della guerra, delle persecuzioni, delle dittature».

I punti integrali della deliberazione approvata:

1. Riconoscere moralmente lo Stato di Palestina come Stato sovrano e indipendente, nel rispetto del diritto internazionale, del principio di autodeterminazione dei popoli e delle risoluzioni ONU, quale passo cruciale verso una soluzione pacifica e giusta del conflitto israelo-palestinese.

2. Chiedere ufficialmente al Governo Italiano: il riconoscimento formale dello Stato di Palestina; il sostegno alla piena adesione della Palestina alle Nazioni Unite; azioni concrete in sede internazionale per la cessazione dell’occupazione dei Territori Palestinesi e il rispetto dei diritti fondamentali del popolo palestinese; l’applicazione integrale della Legge n. 185/1990, sospendendo ogni forma di esportazione, importazione o transito di armamenti verso Israele; l’interruzione dei rapporti commerciali con Israele fino al ripristino del rispetto del diritto internazionale;  il sostegno alla condanna della Corte Penale Internazionale nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu per crimini di guerra; la promozione di sanzioni economiche e diplomatiche nei confronti di Israele, analoghe a quelle applicate verso altri Stati responsabili di gravi violazioni del diritto internazionale.

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