Battipaglia. Il Comune spegne i fari alla Castelluccia simbolo della città

Battipaglia. Il Comune spegne la luce alla “Castelluccia”: simbolo della città capofila della Piana del Sele. Il faro che l’illuminava anche di notte permettendo di avvistarla da tutti, da lontano e soprattutto dagli automobilisti dell’Autostrada del Mediterraneo,  detta anche Salerno – Reggio Calabria o A2. Il “Castelluccio” o la “Castelluccia” risale ad un’epoca medievale costruito intorno all’anno Mille sui resti di una precedente struttura militare più antica, su commissione di Guaimario IV di Salerno per poter proteggere militarmente e inizialmente una vasta area che include la zona dove scorre il fiume Tusciano. L’edificio sorge su una collina che, ormai, possiamo dire che non esiste quasi più; infatti è stata erosa dalle cave, mortificata dalle discariche pubbliche e dagli sbancamenti per la costruzione di impianti fotovoltaici. Restano accese soltanto la croce e le luci all’interno dell’edificio di proprietà della famiglia Santese, che ha provveduto a ristrutturala completando i lavori nel 2021.  L’immobile è stato dichiarato bene artistico e culturale dalla sovrintendenza dei beni artistici e culturali dalla regione Campania nel 1994. Francesco Santese, detto don Ciccio, ha voluto fortemente la costituzione della fondazione dedicata a Maria Rosaria Santese, nipote morta prematuramente. Fondazione che dovrà gestire le attività all’interno proprio della Castelluccia. Sul perché i fari che la illuminavano sono stati spenti da circa 1 mese resta un mistero.

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