sabato, Dicembre 6, 2025

ASL Salerno. Rene artificiale a casa: partita la prima dialisi domiciliare

Partita la dialisi domiciliare della Asl Salerno. Nell’ottica del paradigma della casa come primo luogo di cura, l’Azienda Sanitaria della provincia di Salerno, dell’ing. Gennaro Sosto – Vicepresidente Nazionale di Federsanità – ha attivato il servizio coordinato dalla UOC di Nefrologia di Eboli diretta dal dr. Giuseppe Gigliotti, la prima terapia domiciliare che consente la dialisi direttamente a casa del paziente.

Dopo il collaudo della tecnologia installata nell’abitazione, il “paziente zero”, che risponde ai criteri di eleggibilità e idoneo alla procedura, ha potuto beneficiare della prima emodialisi domiciliare.

Il “rene artificiale domiciliare” è una tecnologia fortemente voluta dall’Azienda per migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte a dialisi, umanizzando il processo di somministrazione e che nel prossimo futuro coinvolgerà molti dei pazienti arruolabili, soprattutto quelli lontani dai punti di dialisi ospedaliera aziendale.

L’emodialisi è una procedura medica che filtra il sangue del paziente attraverso un macchinario, detto “rene artificiale”, per sopperire all’impossibilità dei reni di svolgere questa funzione efficacemente: la procedura richiede di norma 3 sedute settimanali in strutture apposite dalla durata di 4 o 5 ore ciascuna.

Il servizio, riferito prevalentemente ai residenti di comuni con particolari difficoltà nell’accesso alle cure dettate dall’area geografica di residenza (aree interne e aree disagiate), è un incontro tra medicina di prossimità e telemedicina, attraverso cui diventa possibile fornire un trattamento di alta qualità e personalizzato, offrendo al paziente una maggiore flessibilità, autonomia e un miglioramento della qualità della vita, garantendo prossimità ed equità d’accesso alle cure.

Il paziente è infatti residente a Sant’Angelo a Fasanella (paese di poco più di 500 abitanti), comune compreso nelle aree interne della provincia. Ulteriore peculiarità della prima procedura è che è stata eseguita in un edificio del 1500, un vecchio convento poi trasformato col tempo in abitazione.

A seguito dell’identificazione del paziente idoneo, in termini di necessità territoriale, viene effettuato un sopralluogo presso il domicilio del paziente interessato, al fine di indicare eventuali adeguamenti tecnici agli impianti elettrico e idrico.

Successivamente vengono consegnati il “Rene Artificiale” e l’impianto di osmosi (impianto per trattamento e produzione delle acque da dialisi), viene dunque effettuato un verbale di collaudo e vengono richiesti consensi informati dal paziente su privacy e prestazioni, tra cui prestazioni di telemedicina.

Il trattamento Emodialitico Domiciliare prevede l’invio di un infermiere dedicato per ogni singolo paziente, e per ciascun paziente è aperta una Cartella Clinica Elettronica che conserva tutte le informazioni utili alla gestione della patologia già in uso presso le UU.OO. di Nefrologia e collegate al paziente in telemedicina, e cioè la UOC di Nefrologia del PO di Eboli, con riferimento al dr. Matteo Pernazza e dalla UOSD Emodialisi del PO di Sapri, con riferimento al dr. Giovanni Bellotti.

Tramite la cartella è possibile definire un diario clinico, oltre che effettuare visite di telemonitoraggio attraverso più device, tra cui una bilancia impedenziometrica e devices per la rivelazione di temperatura, saturimetria, ECG ad una traccia, frequenza cardiaca e pressione arteriosa.

Sarà inoltre attivo, sin dall’inizio dei trattamenti domiciliari, un numero verde a cui risponde la Centrale Operativa Virtuale con presenza di un infermiere H24, attraverso la quale i pazienti e i rispettivi caregiver potranno accedere a tutte le informazioni necessarie riguardo il servizio.

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