Battipaglia. Il Comune dichiara guerra all’evasione: sequestrati i risparmi della Parrocchia Santa Maria della Speranza. In una città dove si stanziano contributi per centinaia di migliaia di euro, l’indefesso ragioniere di Via Italia non si ferma neanche di fronte al “SIGNORE”. Nella città del rigore amministrativo nessuno sfugge al fisco, nemmeno chi passa la giornata tra messe, sacramenti e raccolte alimentari. Recuperare coattivamente 6.915 euro nei confronti della Parrocchia “rappresenta” un grande gesto di contrasto all’evasione tributaria locale? Chissà se lo stesso zelo venga adottato anche nei confronti di quei signorotti ancora padroni del “vapore”? Un fatto che, se non fosse reale, sembrerebbe la parodia di un film neorealista: il cassiere che si trova a sequestrare l’obolo delle signore del rosario per mandarlo dritto dritto al Comune. Un atto burocratico doveroso che trasforma la Parrocchia in un evasore seriale e in un’entità pericolosa da neutralizzare con urgenza? Altro che malaffare, altro che multinazionali: sono i 6.915 euro della chiesa a minacciare l’equilibrio fiscale del territorio? La domanda sorge spontanea: la situazione poteva essere gestita diversamente? Si poteva invitare il parroco a rateizzare il debito? Sarebbe stata un’operazione complessa? Certo nell’anno del Giubileo dove la statua della Madonna della Speranza, voluta dal compianto Papa Francesco nella Basilica di San Pietro, trattata in questo modo sembra una blasfemia di non poco conto. “Qualcuno addirittura, dopo la notifica dell’atto di pignoramento, giura di aver visto la statua della Madonna della Speranza assumere un’espressione perplessa”.








