Battipaglia. 20 gennaio 1953, 20 gennaio 2026: 73 anni dopo la sparizione del sindaco Lorenzo Rago il mistero è rimasto ancora irrisolto. Questa la ricostruzione ufficiale prima della scomparsa. Ore 21.30, fa freddo e il primo cittadino Rago, con il suo autista Antonio Marotta, è fermo, con la sua Giardinetta dinanzi al passaggio a livello della SS 19, in via Roma, in direzione di Eboli. Nell’attesa arriva anche Vincenzo Nardiello, facoltoso commerciante di legnami battipagliese. Si salutano, scambiano qualche parola. Marotta, che abita poco distante, saluta il sindaco dandogli appuntamento per l’indomani mattina. Dopo qualche minuto passa il treno si alza la sbarra e Rago alla guida della sua vettura si allontana velocemente per fare ritorno a casa. Sono, più o meno le 21 e 40, da questo momento il sindaco Rago svanisce in una notte buia e fredda. Una pagina oscura della città capofila della piana del Sele a cui mai nessuno ha saputo dare una risposta. Tante le ipotesi sul giallo tutto battipagliese, dal delitto passionale alla lupara bianca, da motivi politici agli interessi economici. Addirittura sono stati chiamati in causa anche i “Servizi Deviati” dello Stato presunti responsabili di un depistaggio. L’inchiesta non ha portato a nulla, né all’individuazione di mandanti, né all’individuazione di esecutori. Tante le supposizioni, non è stata esclusa quella più improbabile dell’allontanamento volontario. Congetture più disparate hanno tinto di giallo il caso, dal coinvolgimento della mafia Italo-Americana con a capo Lucky Luciano alla storia del Cancello di via dei Fiori, all’intervento di Pascalone di Nola a divergenze imprenditoriali con i soci. Di tutto ciò, è rimasta una sola certezza: Lorenzo Rago non è mai stato più ritrovato, nemmeno il suo corpo. Il caso, in quegli anni, è stato più volte alla ribalta delle cronache nazionali. Lorenzo Rago, eletto sindaco di Battipaglia (SA) nel 1948, ex qualunquista e poi socialista, imprenditore agricolo e nel settore conserviero. Sostenne una maggioranza social-comunista, ma la sua figura era complessa e controversa. Negli anni Sessanta la vicenda approdò in Parlamento, il deputato Salvatore Valitutti del Partito Liberale in una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno chiedeva di fare luce su quello evento indelebile per Battipaglia ma per tutta l’Italia.









