“Contro i Re e le loro guerre” è il focus della sesta edizione di Metis Fest, il festival di intersezione di popoli e culture che dall’8 al 10 maggio torna a Salerno presso iMorticelli in Largo Plebiscito 2, per condividere parole, musica, valori e resistenze.
Da 6 anni il Metis Fest è un luogo di incontro e di confronto sulle questioni socio-politiche più urgenti che attraversano la nostra società ed i nostri territori, con particolare attenzione alle tematiche della pace, della giustizia sociale e climatica, della resistenza dei popoli oppressi, della libera circolazione delle persone.
Anche quest’anno si parte dalla vicinanza al popolo palestinese che riesce ad andare avanti nonostante le democrazie occidentali lo abbiano abbandonato al genocidio che a Gaza prosegue giorno dopo giorno, alla nuova legge sulla pena di morte razializzata, cioè destinata ai soli palestinesi, alle spedizioni punitive dei coloni israeliani nei villaggi in Cisgiordania per picchiare, uccidere e occupare indisturbati case e terre palestinesi. Si da spazio quindi alle voci che lavorano per fermare tutto questo e in particolare alle donne palestinesi: quest’anno l’incasso del Festival viene destinato alla UPWC (Union of Palestinian Women’s Committee) che a Gaza dà sostegno concreto e psicologico alle donne e alle loro famiglie.
Ma oltre alla Palestina il racconto prosegue “Contro i Re e le loro guerre” dando voce ai popoli che resistono a regimi e guerre a livello globale, a partire dalla nostra Europa sempre più guerrafondaia. L’obiettivo è anche salvare quella terra calpestata ogni giorno, passando attraverso le lotte di liberazione, dalla Palestina al Rojava, dalle rivendicazioni di donne e queer a tutte le lotte di decolonizzazione, dai movimenti contro Re e Turbanti alle esperienze territoriali contro la guerra.
Secondo Global Peace Index attualmente 92 Paesi nel mondo sono coinvolti in conflitti oltre i loro confini, circa 3000 miliardi di dollari (il 3% del Pil mondiale), nel 2025, sono stati destinati a spese militari, oltre 100 Paesi hanno aumentato la propria spesa annua in armi. Tra i tanti progetti di riarmo c’è l’introduzione di “ReArm Europe” che prevede di spostare 800 miliardi in 4 anni.
Tutto questo a fronte dei dati sconfortanti che pubblica Oxfam: 12 ultra miliardari nel 2026 possiedono la ricchezza di circa 4 miliardi di persone. Save the Children ci dice che 1,3 milioni di minori in Italia vivono in povertà assoluta. Sempre in Italia, la distribuzione del reddito e della ricchezza è ineguale, raggiungendo anche quest’anno un aumento della forbice tra pochi ricchi, che detengono gran parte delle risorse nazionali, e una fetta sempre più grande di popolazione sotto la soglia relativa ed assoluta di povertà.









