BATTIPAGLIA – La crisi politica che da mesi attraversa il Comune continua a far discutere e, nonostante gli appelli alla stabilità, il clima in Consiglio comunale resta teso. La maggioranza rivendica la volontà di arrivare a fine mandato, mentre le opposizioni parlano apertamente di fallimento politico e chiedono un cambio di rotta. Secondo quanto emerso nel corso dell’ultima seduta consiliare, la linea della maggioranza è quella di proseguire l’azione amministrativa fino alla scadenza naturale del mandato. La scelta di confermare i 13 consiglieri viene presentata come una decisione di responsabilità: il bilancio, viene ribadito, deve essere approvato da chi è stato eletto dai cittadini. Di tutt’altro avviso le forze di opposizione. Salvatore Anzalone ha parlato di una crisi ormai evidente da mesi, accusando la maggioranza di mancanza di visione politica e di un vero progetto per la città: «Venti giorni di silenzi, cambiano i nomi e le deleghe, ma non c’è un programma. L’unica vera azione portata avanti è stata quella legata al Pnrr. A un anno dal voto, la politica deve dire la verità ai cittadini». L’esponente dell’opposizione ha poi lanciato un appello a superare personalismi e divisioni per costruire un’alternativa credibile. Sulla stessa linea Alessio Cairone, che ha respinto l’idea che si tratti soltanto di un “momento di riflessione”: «Qui non ci sono più i numeri, la maggioranza è finita. Spostare una pedina da una parte all’altra non risolve il problema politico che la città sta vivendo». Per Cairone, la crisi non può considerarsi chiusa e sta già prendendo forma un’alternativa all’attuale amministrazione. Anche Giuseppe Provenza ha sottolineato come la crisi abbia origini lontane, risalenti alla primavera scorsa, e come abbia avuto ripercussioni negative sulla vita della città. «Era doveroso chiedere la convocazione del Consiglio per fare chiarezza. La sindaca avrebbe dovuto mettere ordine e chiarire chi sostiene realmente la maggioranza. La Giunta non è ancora ufficializzata e la crisi, di fatto, resta aperta», ha dichiarato. Più difensiva la posizione di Franco Falcone, che invita a non drammatizzare: «Non è la prima volta che una maggioranza attraversa momenti difficili. Se ci sono 13 consiglieri, la maggioranza è ferita ma non è morta. A un anno dalla fine del mandato non si può pensare a grandi visioni, l’obiettivo è portare a termine l’esperienza amministrativa. Almeno siamo stati capaci di intercettare le risorse del Pnrr». Durissimo, infine, l’intervento di Antonio Visconti: «Siamo allo stremo. Era meglio andare a casa. La Giunta non c’è e i numeri in aula parlano chiaro: questa maggioranza non regge più». Il quadro che emerge è quello di una città bloccata in un confronto politico aspro, con una maggioranza che prova a resistere e un’opposizione che spinge per un cambio di scenario. La sensazione, però, è che la crisi non sia affatto chiusa e che i prossimi mesi saranno decisivi per capire se l’amministrazione riuscirà davvero a governare fino alla fine del mandato o se si apriranno nuovi scenari politici per Battipaglia.









