BATTIPAGLIA – La minoranza consiliare non parteciperà al prossimo Consiglio comunale convocato per giovedì 19, chiamato ad approvare il Documento unico di programmazione e il bilancio previsionale. Una decisione annunciata con un comunicato dai toni duri, che rischia di avere conseguenze concrete sullo svolgimento della seduta. L’opposizione ha spiegato di aver scelto di informare preventivamente la cittadinanza “perché è giusto che tutti siano a conoscenza di quello che sta accadendo”, sottolineando l’importanza dell’appuntamento: si tratta infatti del Consiglio in cui si definiscono “la programmazione, le azioni da compiere e i fondi messi a disposizione per realizzarle”. Al centro della polemica, i numeri della maggioranza che sostiene la sindaca Cecilia Francese. Secondo i consiglieri di minoranza, dopo la decadenza del consigliere Falcone – nominato assessore – i sostenitori dell’amministrazione sarebbero scesi a 12, uno in meno rispetto al minimo richiesto per garantire il numero legale, fissato dalla legge in 13 consiglieri su 24. Una situazione definita nel comunicato come “il cane che si morde la coda”, poiché la surroga del consigliere decaduto non può avvenire senza la convocazione del Consiglio stesso. Da qui la scelta politica di non partecipare alla seduta. “Non vogliamo essere complici di tanto pressappochismo e superficialità”, si legge nel documento. E ancora: “Non saremo noi ad offrire alla Sindaca i numeri che cerca”. Una posizione ribadita più volte: “Non lo faremo perché non è giusto. Non lo faremo perché non è corretto”. L’opposizione accusa la maggioranza di aver privilegiato “giochi di potere” e dinamiche interne rispetto agli interessi della città, parlando di “due mesi di negoziazioni, di minacce di dimissioni, di azzeramenti di giunta e di corse alle poltrone”. La scelta di disertare il Consiglio viene definita “un gesto di rispetto verso la città”, ma di fatto potrebbe impedire la validità della seduta in prima convocazione e complicare l’approvazione del bilancio, che per legge deve avvenire entro il 28 febbraio. Uno scenario che evidenzia le difficoltà politiche dell’amministrazione e apre interrogativi sulla sua tenuta nelle prossime settimane.









