Venerdì scorso presso la chiesa di San Nicola de Schola Graeca di Eboli si è tenuta la mostra, a cura di Mabel D’Amore, dell’artista battipagliese Adriano Fera. Quella di Adriano è una storia di dolore e rinascita in cui il potere benefico dell’arte vince sulle difficoltà della vita. Nel 2010, dopo i trent’anni, Fera inizia a soffrire di schizofrenia, disagio psichico che lo conduce ad un allontanamento dalla stabilità della vita quotidiana. Nel 2023 si avvicina all’associazione “Mai più soli”, presieduta da Nadia Pedretti, grazie alla quale conosce Emiliano Aiello, artista dalla consolidata popolarità. L’Associazione Mai più Soli nasce a Battipaglia e si occupa principalmente del recupero psico-sociale di persone affette da disagio psichico, agendo concretamente sul territorio da quasi trent’anni.
Adriano ci racconta il momento in cui la sua vita ha iniziato a intersecarsi con l’arte:
“Grazie al laboratorio di pittura svolto dall’Associazione Mai più Soli ho avuto modo di conoscere il maestro Emiliano Aiello ed è sotto la sua guida che mi è stata mostrata l’ascesa all’empireo di Bosch. Da allora, ho dipinto 150 quadri. Ho rivissuto la mia vita attraverso l’arte, dall’infanzia all’adolescenza per poi passare all’età adulta. Ho dipinto i miei cartoni animati preferiti e i personaggi dei film che vedevo da ragazzo, le mie ansie e le mie paure.”.
L’artista parla del legame tra la sua arte e il suo luogo d’origine, Battipaglia:
“Il mio modo di dipingere, caratterizzato da linee ondulate, è ispirato dal fiume Tusciano visto dalla villa comunale di via Domodossola. È così che sono venute alla luce le forme dei miei dipinti”.
Fera conclude l’intervista lasciandoci un messaggio di resilienza:
“Sono un artista autodidatta, ho dato ascolto solo al mio cuore e alla mia mente, la mano è stato lo strumento. Mi sono sentito subito a mio agio di fronte a una tela bianca, vuota, e ho incanalato tutta l’energia negativa che c’è in me per poi trasformarla in energia positiva”.









