SALERNO – Una vasta operazione antidroga, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, ha portato all’alba di ieri, 6 maggio 2026, all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per otto persone. Gli indagati sono accusati di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con ramificazioni nazionali e legami diretti con il clan “Fezza-De Vivo”, egemone nell’agro nocerino-sarnese. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Salerno e condotta dal Nucleo PEF (G.I.C.O. – Sez. G.O.A.), è partita nel maggio 2025. Grazie all’impiego di tecniche investigative avanzate, i finanzieri sono riusciti a disarticolare un gruppo criminale attivo principalmente tra le province di Salerno e Avellino, ma capace di operare anche a Napoli, Caserta e Latina. Durante le indagini sono stati sequestrati ingenti quantitativi di droga, tra cui oltre mezza tonnellata di hashish, cocaina e metanfetamine. L’attività illecita avrebbe generato un profitto stimato superiore ai 780 mila euro, somma che è stata oggetto di sequestri patrimoniali mirati. Il G.I.P. del Tribunale di Salerno ha disposto la custodia cautelare in carcere per otto soggetti, prevalentemente originari dell’irpino e del salernitano:
- Gianluca Alfieri (Atripalda, 2000)
- Bartolomeo Brancaccio (Scafati, 1995)
- Silvestro D’Agostino (Avellino, 1987)
- Mario D’Angelo (Atripalda, 2000)
- Giulio De Feo (Avellino, 2004)
- Omar El Naggar (Solofra, 1991)
- Dario Pisacreta (Avellino, 1987)
- Raffaele Taddio (Avellino, 2003)
Oltre agli arresti, l’operazione ha visto coinvolti ulteriori 10 indagati, destinatari di perquisizioni personali e domiciliari tuttora in corso. Il sodalizio non si limitava allo spaccio locale, ma vantava collegamenti con ambienti criminali di alto profilo e proiezioni anche all’estero. Come sottolineato dal Procuratore della Repubblica, Raffaele Cantone, il procedimento si trova ora nella fase delle indagini preliminari, restando valida per tutti i soggetti coinvolti la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.










