Battipaglia. Inchiesta giornalistica. Odissea Stadio Sant’Anna: costerà 2,5 milioni di €. Il Comune contrae mutuo da 1,48 mil. di € per salvare l’incompiuta

BATTIPAGLIA – Quella dello Stadio Sant’Anna non è soltanto la storia del recupero di un impianto sportivo storico, ma rappresenta l’ennesimo esempio di una paralisi amministrativa che grava direttamente sulle tasche dei cittadini. L’ultimo atto ufficiale firmato da Palazzo di Città – la determinazione dirigenziale n. 866 dell’8 giugno – mette nero su bianco la parola fine sulla narrazione dei “fondi perduti” e introduce un nuovo, pesante capitolo finanziario per l’ente: l’accensione di un vero e proprio mutuo da 1.480.000,00 euro per evitare che la struttura rimanga un’eterna opera incompiuta. Per comprendere la metamorfosi economica di questo cantiere bisogna riavvolgere il nastro al bando ministeriale “Sport e Periferie”. L’idea iniziale della giunta guidata dalla sindaca Cecilia Francese appariva lineare: un restyling complessivo dello storico campo sportivo con un quadro economico stimato in circa 1 milione di euro. Il piano sembrava blindato da una combinazione virtuosa: 700 mila euro di finanziamento statale a fondo perduto e i restanti 300 mila euro stanziati dal bilancio comunale per coprire la quota di cofinanziamento. Nel 2021 l’annuncio dell’apertura del cantiere era stato celebrato dalla politica locale come una vittoria imminente, promettendo una rapida restituzione del campo alle società locali e ai giovani del territorio. La realtà dei fatti ha subito smentito i proclami istituzionali. Tra intoppi burocratici, varianti in corso d’opera, contenziosi e la lentezza nell’esecuzione dei lavori, il cantiere dello Stadio Sant’Anna è scivolato rapidamente in un blocco cronico. Le telecamere e le colonne delle testate giornalistiche locali hanno documentato per anni lo stato di totale abbandono dell’area, trasformata in una landa di polvere e recinzioni arrugginite. Le denunce giornalistiche hanno ripetutamente acceso i riflettori sulle scadenze mancate, sui ritardi nell’approvazione dei progetti esecutivi e sull’incapacità amministrativa di coordinare un intervento che, a fronte di fondi già stanziati, restava desolatamente immobile. Un’impasse che ha privato il quartiere del suo polmone sociale, lasciando spazio solo al degrado. Oggi, a distanza di anni da quelle promesse, la nuova determina dirigenziale svela il reale conto economico dell’operazione. Per completare l’opera – ovvero installare il manto in erba artificiale, l’impianto di illuminazione e adeguare le tribune alla normativa antincendio – il Comune è dovuto ricorrere alla piattaforma telematica del Comitato di Gestione dei Fondi Speciali dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A.. La dicitura tecnica non lascia spazio a equivoci: non si tratta di un regalo o di un sussidio europeo, ma di un contributo in conto interessi su mutui. Significa che il Comune di Battipaglia sta contraendo un nuovo debito bancario da 1,48 milioni di euro. Sebbene i tassi di interesse siano agevolati dal fondo speciale di legge, la quota capitale è un prestito a tutti gli effetti che l’Ente dovrà integralmente restituire con i soldi dei contribuenti. Sommando questo massiccio stanziamento alle cifre già impegnate e bruciate nella prima fase del progetto e nei successivi lotti di rigenerazione urbana legati all’area, il costo complessivo dello Stadio Sant’Anna è letteralmente schizzato dalle stime iniziali di 1 milione fino a raggiungere la spaventosa cifra di circa 2,5 milioni di euro. L’opera, in sostanza, costa oggi alla collettività più del doppio rispetto a quanto preventivato. Il caso del Sant’Anna impone una severa riflessione critica sull’efficacia della macchina politica e gestionale di Battipaglia.

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