BATTIPAGLIA – Non è una questione di ordine pubblico, ma una vera e propria emergenza socio-sanitaria che rischia di trasformarsi in tragedia sotto i colpi dell’ondata di calore estivo. Il recente blitz della Polizia Municipale in via Roma, culminato con la denuncia e il formale allontanamento di una donna senzatetto di origini straniere, ha riacceso i riflettori su una drammatica vicenda umana. Una vicenda che la burocrazia e la sicurezza pubblica, da sole, non riescono a risolvere. La donna vive ormai da mesi in strada, trovando un precario riparo nell’androne di un portone. Nonostante i ripetuti interventi delle forze dell’ordine finalizzati al ripristino del decoro e della sicurezza urbana, la clochard ritorna sistematicamente nello stesso punto. L’episodio ha spinto l’avvocato Rita Ferro, di Fenimprese Sele, a intervenire duramente sulla vicenda. Il legale ha rivolto un appello perentorio all’Amministrazione comunale di Battipaglia, chiedendo una sterzata immediata rispetto a quella che definisce “un’inerzia non più giustificabile” delle politiche sociali del territorio. Secondo l’avvocato Ferro, l’allontanamento forzato o la sanzione non possono essere gli unici strumenti messi in campo per risolvere situazioni di così grave marginalità. “C’è un’inerzia non più giustificabile da parte delle politiche sociali”, dichiara apertamente l’avvocato Rita Ferro. “Non si riescono a risolvere tali situazioni attivando tutti i canali previsti dalle normative di legge. La donna viene allontanata per motivi di sicurezza, ma poi viene puntualmente ‘buttata’ nuovamente in strada”. Per la rappresentante di Fenimprese, l’approccio al problema va radicalmente ribaltato. La persistenza della clochard nello stabile di via Roma dimostra che i provvedimenti restrittivi falliscono se non accompagnati da un reale percorso di reinserimento e supporto. A rendere drammatica la situazione sono anche le condizioni meteorologiche. L’estate sta facendo registrare temperature altissime e la permanenza forzata sul marciapiede, senza accesso ad acqua, ombra e servizi igienici adeguati, espone la donna a rischi altissimi per la sua stessa sopravvivenza. “Chiedo di provvedere soprattutto in questi giorni di calura estiva elevatissima”, conclude l’avvocato Ferro, “per evitare che questa donna possa morire in strada”.












