BATTIPAGLIA – Le temperature roventi di questi giorni non perdonano, soprattutto se si è costretti a lavorare in ambienti non adeguatamente climatizzati. È quanto accaduto nella giornata di lunedì scorso a un dipendente del Comune, colto da un improvviso malore mentre si trovava in servizio all’interno del proprio ufficio. L’allarme è scattato nel pomeriggio, quando la temperatura interna della stanza avrebbe sfiorato i 40 gradi, complice l’assenza di un impianto di condizionamento funzionante. Il dipendente, un uomo di 63 anni con patologie pregresse, ha accusato un forte stato di lipotimia (svenimento e spossatezza) generato proprio dall’esposizione prolungata a un ambiente particolarmente caldo e scarsamente ventilato. Sul posto è dovuta intervenire d’urgenza un’ambulanza del servizio 118 di Pontecagnano. I sanitari hanno prestato i primi soccorsi sul posto, riscontrando i sintomi classici del colpo di calore. Fortunatamente, il lavoratore è rimasto vigile e cosciente durante le operazioni e ha poi rifiutato il trasporto in ospedale, preferendo rientrare al proprio domicilio dopo la stabilizzazione dei parametri. La vicenda riaccende i riflettori sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e sul benessere termoigrometrico negli uffici pubblici. Secondo quanto si apprende, la criticità legata al malfunzionamento o all’assenza dei condizionatori in quel preciso settore andrebbe avanti da oltre un anno, nonostante ripetute segnalazioni e solleciti. Un paradosso che pesa ancora di più se si considera che in altre aree della stessa struttura i dispositivi sarebbero stati regolarmente sostituiti o riparati proprio nei giorni precedenti. Al di là del grande spavento, l’episodio solleva interrogativi anche sul piano della solidarietà interna e della tempestività degli interventi di manutenzione ordinaria, essenziali per garantire la tutela della salute del personale dipendente, specialmente nei mesi estivi più critici.










