Battipaglia, c’è l’ok al bilancio consolidato: conti in crescita ma resta il nodo dei debiti verso Alba srl

BATTIPAGLIA – Via libera in Giunta comunale allo schema del Bilancio Consolidato per l’esercizio 2025. Il risultato d’esercizio balza a quota 9.037.567 euro, sostenuto da un netto incremento nel recupero dell’evasione fiscale e da una robusta liquidità finanziaria che supera i 70 milioni di euro in tesoreria. Tuttavia, tra le pieghe dei documenti contabili e della Nota Integrativa redatta dal Settore Finanziario guidato dal Dott. Giuliano Caso, emergono alcuni elementi di criticità legati alle relazioni economiche interne al perimetro pubblico. Il focus è puntato su Alba S.r.l., la società in-house controllata al 100% dal Comune per la gestione dell’igiene urbana, del verde pubblico e delle manutenzioni. Il dato che suscita maggiore attenzione sindacale e politica è l’elisione delle partite infragruppo a pagina 14 della Nota Integrativa, che porta alla luce un debito commerciale residuo pari a ben 833.350,98 euro. Si tratta di fatture già emesse da Alba S.r.l. nei confronti di Palazzo di Città per i servizi erogati sul territorio nel corso del 2025 e non ancora saldate al 31 dicembre dello stesso anno. Pur trovandosi di fronte a un bilancio civilistico formale in sostanziale pareggio (con un utile netto di 5.072 euro su un fatturato di circa 8,8 milioni), Alba presenta una struttura dei costi fortemente rigida. Le spese del personale impiegato assorbono infatti ben 5.530.958 euro, una cifra che rappresenta oltre il 62% dell’intero volume d’affari dell’azienda e che serve a coprire i compensi dei suoi dipendenti. La forte incidenza del costo del lavoro fa sì che i ritardi nei trasferimenti da parte del Comune non rappresentino una mera questione burocratica, ma si traducano immediatamente in una potenziale sofferenza di cassa per l’azienda. Con quasi un milione di euro bloccato nei residui passivi comunali, i margini di manovra monetaria per Alba si riducono al minimo. Il rischio concreto è che la società possa trovarsi in difficoltà nell’anticipare puntualmente le scadenze mensili degli stipendi dei netturbini o nel far fronte ai pagamenti commerciali dei fornitori esterni, a partire da quelli legati al carburante per i mezzi di raccolta o alla manutenzione ordinaria delle officine. Ad alimentare il dibattito si aggiunge il confronto con la pressione fiscale locale. A fronte dei circa 8,5 milioni di euro erogati netti ad Alba per lo svolgimento delle attività operative, il piano tariffario TARI imposto ai contribuenti battipagliesi si aggira intorno ai 12,5 milioni di euro. Sebbene la differenza di circa 4 milioni sia destinata per legge a coprire i costi di trattamento finale presso gli impianti di smaltimento terzi e le quote di IVA indetraibile a carico del Comune, la presenza di pendenze non saldate verso la società in-house appare paradossale agli occhi dell’opinione pubblica, considerando l’ampia liquidità di cui gode l’ente capogruppo.

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