BATTIPAGLIA — Il rischio che la politica locale si avviti in un esercizio di retorica senza sostanza è concreto. Il prossimo 8 settembre 2026, alle ore 18:00, le porte di Palazzo di Città si apriranno per un Consiglio Comunale straordinario e monotematico dedicato al destino del Presidio Ospedaliero “Santa Maria della Speranza”. La convocazione, decisa formalmente nel verbale della conferenza dei capigruppo n. 7 del 27 agosto 2026, risponde a una pressante richiesta della Sindaca, comprensibilmente allarmata per le sorti della sanità cittadina. Tuttavia, c’è un enorme “ma” che rischia di trasformare l’intera seduta in un teatrino di inutili buone intenzioni. Dal 2 agosto scorso, l’ospedale di Battipaglia vive una situazione surreale. Uno sgombero lampo e la chiusura quasi totale della struttura — disposti nel cuore della notte e di domenica, a seguito dell’ennesimo intervento urgente dei Vigili del Fuoco — hanno lasciato attivi soltanto il pronto soccorso e i servizi di radiologia. A firmare il provvedimento è stato l’ingegnere Gennaro Sosto, vertice dell’Asl Salerno, il quale aveva pubblicamente ammesso la necessità di approfondite analisi strutturali, prove di carico e monitoraggi con sensori sui pilastri dell’edificio per accertarne l’effettiva agibilità. Da quel momento, il silenzio istituzionale è diventato assordante. I tecnici sono stati nominati, le prove sul campo sono state eseguite e i cantieri sono persino partiti all’interno dei singoli reparti. Eppure, i risultati ufficiali sulla reale vulnerabilità e stabilità statica del fabbricato rimangono chiusi nei cassetti dell’Asl. Al posto di dati certi, l’opinione pubblica deve accontentarsi di un rincorrersi di voci di corridoio e indiscrezioni non verificate. L’Azienda Sanitaria Locale, unica depositaria della verità tecnica, si è trincerata dietro un muro di assoluto mutismo. In questo deserto informativo, la convocazione del civico consesso rischia di rivelarsi un’arma spuntata. Sebbene la Presidenza del Consiglio Comunale abbia manifestato l’intenzione di invitare i Sindaci del comprensorio e i rappresentanti dell’Asl, la vera partita si gioca sulla loro effettiva presenza e trasparenza. La Sindaca, pur mossa da una legittima preoccupazione politica, non ha alcun titolo tecnico o gestionale sulla struttura ospedaliera. Senza la presenza dell’ingegnere Sosto, dei progettisti e dei collaudatori dell’Asl — pronti a mostrare relazioni scritte, dati numerici e cronoprogrammi reali per la riapertura — il dibattito dell’8 settembre sarà inevitabilmente ridotto a pura “aria fritta”. I cittadini di Battipaglia e dell’intera Piana del Sele non hanno bisogno di passerelle politiche, mozioni di solidarietà o sterili scambi di accuse. Servono certezze sulla sicurezza di medici e pazienti, e quelle risposte strutturali può darle soltanto chi ha firmato l’ordinanza di sgombero. Tutto il resto è solo rumore di fondo.









