Battipaglia. “Non sussistono indizi gravi, precisi e concordanti idonei a dare fondamento a un’accusa in giudizio e a rendere prevedibile che, all’esito di un dibattimento, si perverrà a una pronuncia di condanna nei confronti degli indagati”. Con queste motivazioni il sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno, il dottor Morris Saba, ha richiesto al Giudice delle indagini preliminari l’archiviazione nei confronti di 5 persone accusate per il reato di omicidio. Il procedimento penale era stato aperto dagli inquirenti a seguito del decesso del quarantenne battipagliese Pietro Musella, avvenuto tra la notte dell’uno e due gennaio 2025 presso la casa di cura “La Quiete” di Pellezzano (Sa). Una morte avvenuta in circostanze sospette, secondo la querela presentata dalla sorella della vittima, Adriana. Nell’esposto consegnato ai Carabinieri, infatti, veniva segnalata sulla salma la presenza di “vistose escoriazioni e ferite lacero contuse, in particolare al volto e alla nuca; con un profondo taglio nella parte anteriore del naso ricucito, oltre ad ematomi diffusi sulla parte posteriore del capo e del collo”. L’inchiesta della Procura ha confermato i dubbi dei familiari. La dottoressa Marina D’Aniello, consulente tecnico del PM, dopo aver effettuato l’esame autoptico ha infatti stabilito che la morte di Pietro era riconducibile ad “asfissia meccanica esterna”, associata a lesioni contusive ed escoriative agli arti e al capo, accreditando l’ipotesi di una morte violenta. Tuttavia, dopo aver escluso addebiti nei confronti degli operatori sanitari, gli inquirenti non sono riusciti a raccogliere riscontri su eventuali responsabilità da parte degli altri ospiti della struttura, giungendo così alla decisione di richiedere l’archiviazione. I familiari della vittima si sono opposti con fermezza e il loro legale, l’avvocato Domenico Di Napoli, ha presentato istanza contro l’archiviazione. La discussione, inizialmente fissata per il 19 maggio scorso, è stata rinviata a causa di un difetto di notifica agli indagati. Il nuovo scontro in aula è ora atteso a brevissimo: la prossima udienza è stata infatti calendarizzata per il 15 settembre prossimo dinanzi al GIP del Tribunale di Salerno, il dottor Giovanni Rossi. Pertanto, il giudice dovrà valutare le argomentazioni dell’avvocato Di Napoli, il quale ritiene che vi siano tutti i presupposti per disporre un supplemento di indagini, quantomeno per accertare le responsabilità legate all’articolo 591 del codice penale per l’omessa vigilanza e custodia di una persona incapace. La sorella della vittima continua a chiedere con forza giustizia per il fratello – un uomo fragile con problemi psichiatrici scomparso a soli 40 anni – escludendo categoricamente una causa accidentale, alla luce degli stessi accertamenti medico-legali espletati dalla consulente della Procura.











