BATTIPAGLIA — Ore decisive e febbrili per le sorti politiche del comune capofila della piana del Sele. La crisi amministrativa che da tempo attanaglia la maggioranza guidata dalla sindaca Cecilia Francese è ormai giunta a un punto di non ritorno, certificata dal durissimo verdetto dell’ultimo consiglio comunale. In quella sede la frattura è diventata numerica e insanabile: una pesante bocciatura arrivata con gli 11 voti contrari compatti dell’opposizione a fronte di soli 8 voti a favore dell’amministrazione. Un segnale inequivocabile che ha di fatto sancito la perdita della maggioranza consiliare. “Sono stanca“, ha tuonato a viso aperto la prima cittadina nel corso di un’intervista rilasciata a Sud Tv. Cecilia Francese non ha nascosto la spossatezza per una situazione logorante, ammettendo che senza i numeri necessari ogni voto sul bilancio o sui provvedimenti chiave rischia di trasformarsi in un continuo e inutile spreco di energie, a scapito del bene della comunità. L’arrivo di un commissario prefettizio viene descritto dalla sindaca come uno scenario deleterio per le sorti della città, portando come esempio quanto accaduto nella vicina Eboli, dove l’assenza della mediazione politica ha finito per penalizzare il territorio nei tavoli istituzionali a Roma per i risarcimenti legati all’Alta Velocità. Per sbloccare lo stallo ed evitare lo scioglimento anticipato del consiglio, la prima cittadina sembra intenzionata a compiere un gesto clamoroso: secondo indiscrezioni sempre più insistenti, lunedì prossimo Cecilia Francese potrebbe protocollare formalmente le proprie dimissioni. Una mossa strategica che attiverebbe il countdown di 20 giorni previsto dalla legge per il ripensamento, un lasso di tempo da sfruttare interamente per verificare la fattibilità di un accordo di responsabilità nazionale. In questo scenario, il ruolo dell’opposizione diventa centrale e determinante per le sorti di Battipaglia. La minoranza è chiamata a passare da una postura di pura contrapposizione a una di gestione responsabile della crisi, raccogliendo le aperture reciproche registrate negli ultimi giorni. Un’ancora di salvezza era già stata lanciata dal capogruppo del Partito Democratico, Luigi D’Acampora, che nell’ultima assemblea consiliare aveva invitato la sindaca a convocare tutti e 24 i consiglieri per trovare un’intesa programmatica. Sulla stessa linea si è espresso il consigliere di opposizione Vito Balestrieri, favorevole a una soluzione ufficiale e collegiale che coinvolga l’intero civico consesso, focalizzandosi esclusivamente sul disbrigo degli affari ordinari e sul completamento delle opere pubbliche pendenti, congelando invece concorsi e bandi. La palla passa dunque all’opposizione e ai fedelissimi di maggioranza: starà a loro dimostrare se esistano i margini per stilare un programma snello, limitato a 4 o 5 punti cruciali, capace di traghettare la città di Battipaglia fino alla naturale scadenza del mandato. Non v’è dubbio che la mossa della prima cittadina è finalizzata anche a creare una spaccatura nell’opposizione (non tutti concordi su un’ipotesi di governo di scopo o fine mandato) per indebolirla e ricompattare i suoi.










