Traffico internazionale di rifiuti e furto di metalli: maxi operazione tra Salerno e Napoli, 9 misure cautelari

SALERNO – Un collaudato sistema criminale dedito al traffico illecito di rifiuti su scala internazionale e al furto aggravato di materiale ferroso ai danni di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) è stato smantellato all’alba di oggi, 25 settembre 2026. I Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, insieme ai comandi provinciali competenti, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Salerno nei confronti di 9 persone. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno guidata da Raffaele Cantone (nella foto), hanno svelato un giro d’affari illecito stimato in 3.400.000 euro, somma per la quale è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Le misure restrittive colpiscono imprenditori e intermediari a vario titolo indagati per associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e furto aggravato. Custodia cautelare in carcere: Francesco Ragosta (classe ’65) e Giovanni Caliendo (classe ’77). Arresti domiciliari: Giuseppe Cianci (classe ’87). Obbligo di dimora: Antonio Di Lorenzo (classe ’95), Rosaria Ragosta (classe ’99), Pasquale Ciccarelli (classe ’75) e Giacomo Ferrara (classe ’82). Divieto di dimora: Elisabetta Iervolino (classe ’81), nello specifico per il comune di Albanella (SA). Interdizione dall’attività imprenditoriale: Raffaele Monaco (classe ’90), colpito dal divieto di esercitare uffici direttivi per un anno. L’inchiesta, condotta dal Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Salerno, è partita nel settembre 2022 da un controllo presso un’azienda di trattamento rifiuti ad Albanella (SA). Attraverso intercettazioni, pedinamenti e riprese video, i militari hanno ricostruito due filoni principali del traffico: La pista thailandese: La società Ricicla Campania s.r.l. (con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e operativa ad Albanella) gestiva illecitamente rifiuti urbani ingombranti, imballaggi misti, pneumatici fuori uso e plastiche. Questi materiali venivano spediti illegalmente in Thailandia falsificando i documenti di esportazione. La pista turca e il “giro bolla”: Grandi quantità di rottami ferrosi venivano cedute in nero alla società Cermetal S.r.l. tramite prestanome. In un’occasione è stata accertata l’esportazione illegale in Turchia di oltre 5.100 tonnellate di rottami ferrosi. Il materiale veniva spacciato falsamente come End of Waste (materia prima seconda) grazie al meccanismo fraudolento del “giro bolla”, che sfruttava fatture e documenti emessi a nome di aziende inesistenti. La frode coinvolgeva una rete di più imprese, tra cui C.R. Metalli S.r.l., Rag.Metal. S.r.l., Autoricicla S.r.l. e Rafecology S.r.l.. Contestualmente agli arresti, i Carabinieri hanno sottoposto a sequestro 5 società di trattamento e recupero rifiuti, insieme ai relativi impianti e automezzi. Nel mirino dei sigilli della magistratura sono finiti: 71 conti correnti per un saldo complessivo di oltre 1.044.000 euro. 15 veicoli (tra auto e moto) del valore di 95.000 euro. 3 appartamenti stimati in 300.000 euro e 4 terreni agricoli per un valore di 75.000 euro. 8 camion aziendali utilizzati per i trasporti illeciti. Nel comunicato stampa diffuso dalla Procura della Repubblica di Salerno si legge: “il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Tutti i destinatari della misura cautelare sono da ritenersi presunti innocenti fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna“.

    Articoli simili

    SEGUICI

    20,629FansMi piace
    7,024FollowerSegui
    1,120IscrittiIscriviti

    Ultimi articoli