Eboli. Istituto Orientale: scambio di consegne tra Roberto Tottoli e la nuova rettrice Maria Laudando

Si è tenuta presso la sede di Eboli dell’Istituto Orientale dell’Università di Napoli lo scambio di consegne tra il rettore uscente Roberto Tottoli e Maria Laudando che si insediera’ il prossimo 1 novembre con la presenza del dirigente Antonio Sinno e con la sapiente organizzazione del direttore Luigi Adinolfi. Il direttore uscente dell’Università Orientale di Napoli Roberto Tottoli ha affermato: “Concludo sei anni di mandato all’insegna della valorizzazione del nostro patrimonio agrario di Eboli nella Piana del Sele.
Il progetto di recupero e ristrutturazione dei nostri beni è avviato così come una serie di iniziative con enti e amministrazioni locali e segnerà una nostra maggiore presenza sul territorio.

I luoghi di origine del nostro fondatore, che ci ha lasciato un patrimonio fondamentale per il bilancio, sono una straordinaria risorsa del nostro ateneo. Nei sei anni di rettorato anche la consapevolezza dei nostri docenti e colleghi è aumentata per l’importanza dei nostri beni. Sono certo che la nuova rettrice continuerà questa linea operativa di valorizzazione”.
Maria Laudando, nuova rettrice:”Con grande orgoglio e senso di responsabilità raccolgo il testimone del rettore uscente a cui va il merito di aver dedicato una attenzione costante a questo patrimonio con un importante complesso aziendale che vanta una cappella dedicata a Santa Cecilia che da il nome alla sezione con un’estensione di terreni irrigui di oltre 500 ettari. Il progetto di ristrutturazione della cappella e dell’azienda agricola è stato iniziato, ma bisognerà seguire tutte le fasi successive per la realizzazione”.

Infine il direttore del Presidio di Eboli Luigi Adinolfi ha ringraziato il rettore Tottoli, per l’attenzione di tutti i rapporti con le istituzioni del territorio e con tutti i fittuari dello stesso patrimonio.
Ricordiamo che fino al 1996 si è avuta la gestione diretta da parte dell’allora direttore Matteo Adinolfi che vantava un allevamento bufalino di olre 700 capi ed oltre 300 ettari di frutteti e di grande cultivar, fiore all’occhiello di tutta la Piana del Sele.

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