Battipaglia. I dati ufficiali sulla raccolta differenziata pubblicati sul portale W-MySir certificano il fallimento delle politiche ambientali nel comune comune capofila della piana del Sele: la percentuale di rifiuti differenziati è scivolata sotto il limite minimo del 65% stabilito dalla normativa nazionale. Un verdetto impietoso che fotografa una città in palese affanno nella gestione del ciclo dei rifiuti, a dispetto dei proclami fatti nel recente passato. A rendere lo scenario ancora più inaccettabile per i residenti è l’enorme esborso economico richiesto alle famiglie. Infatti in questi giorni l’Ufficio Tributi ha avviato le procedure di riscossione per il ruolo ordinario della tassa sui rifiuti, quantificando una stangata complessiva di ben 12 milioni e 887 mila euro. Una manovra record, in crescita di quasi 400 mila euro rispetto all’anno precedente, ereditata dagli indirizzi della passata gestione amministrativa. I contribuenti si trovano così intrappolati in un paradosso tipico di molte realtà locali: un’imposizione fiscale altissima che non si traduce in servizi efficienti. A fronte di quasi 13 milioni di euro stanziati dai cittadini per garantire il decoro urbano e la sostenibilità del territorio, i risultati pratici rasentano lo zero. La macchina della differenziata ha perso la spinta necessaria per traguardare gli obiettivi di legge, trasformando il pagamento del tributo in un salasso ingiustificato. Senza un’immediata inversione di rotta sul piano operativo e un efficientamento della partecipata Alba S.r.l., Battipaglia rischia non solo di sprofondare nel degrado, ma anche di esporsi a pesanti sanzioni economiche per il mancato rispetto dei parametri ambientali europei e nazionali. Una beffa che si aggiungerebbe al danno finanziario già subito dai cittadini.











