BATTIPAGLIA – Il Comune si prepara a una consistente operazione di razionalizzazione del proprio patrimonio immobiliare. Con la deliberazione numero 234 firmata dal Commissario Prefettizio, il dottor Castrese De Rosa – alla guida provvisoria dell’Ente dopo la nomina dello scorso 5 ottobre –, è stato formalmente adottato il Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari per il triennio 2027-2029. L’operazione, istruita dal Settore Tecnico sotto la direzione dell’ingegner Carmine Salerno e del responsabile del servizio ingegner Franco Ruggiero, punta a dismettere o valorizzare commercialmente i beni di proprietà comunale non più “strumentali” alle funzioni dell’Ente, trasformandoli legalmente in patrimonio disponibile. Il piano finanziario complessivo stimato sfiora i due milioni di euro (per l’esattezza 1.928.380,94 euro spalmati sulle tre annualità). I pezzi forti della manovra finanziaria saranno messi all’asta già nel corso del 2027, annualità che da sola prevede alienazioni per un valore totale di 1.548.659,20 euro. A guidare l’elenco dei beni pronti alla dismissione c’è il complesso dell’ex Macello di via Spineta, valutato ben 1.315.765,63 euro. Su questa struttura grava una nota importante: la sua destinazione d’uso è stata già variata dal Consiglio Comunale con una deliberazione del luglio 2020, rendendola commerciale. Sempre nel 2027 è prevista la vendita dell’ex Serbatoio di via Olevano, un pacchetto composto da un fabbricato e due terreni adiacenti, stimato complessivamente 232.893,57 euro. Il piano prosegue poi nelle annualità successive (2028-2029) con lotti di minor valore ma ugualmente significativi per le casse comunali. Nel 2028 (Totale 174.575,36 euro): L’attenzione si sposterà su via G. Leopardi, dove verranno messe in vendita tre distinte unità abitative per importi rispettivamente di 45.000,00 euro, 64.787,68 euro e un’ulteriore quota da 64.787,68 euro. Nel 2029 (Totale 205.146,38 euro): Sarà la volta di un compendio immobiliare situato in via Bosco (S.P. 195), costituito da una corte comune e due abitazioni collegate, valutato interamente poco più di 205mila euro. La delibera commissariale mette subito in chiaro un aspetto cruciale: i soldi incassati dalle vendite non potranno essere utilizzati per le spese correnti o per ripianare sprechi. La normativa nazionale impone infatti una rigida blindatura dei ricavi. Il 90% dei ricavi si configurerà come entrata patrimoniale e dovrà essere obbligatoriamente reinvestito sul territorio in spese di investimento (es. opere pubbliche, manutenzioni e sicurezza). Il restante 10% dei ricavi rappresenterà una quota vincolata per legge, destinata esclusivamente all’estinzione anticipata dei mutui e dei debiti contratti in passato dal Comune, alleggerendo così i conti dell’Ente. L’atto, munito dei pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile (quest’ultimo siglato dal Dirigente Finanziario, dottor Giuliano Caso), è stato dichiarato immediatamente eseguibile a causa dell’urgenza di provvedere. Tuttavia, la mappa delle vendite non è ancora definitiva. Per completare l’iter, il Piano dovrà essere inserito nel Documento Unico di Programmazione (DUP) e ricevere il via libera definitivo dal Consiglio Comunale. Una volta pubblicato ufficialmente, scatteranno inoltre i 60 giorni di tempo previsti dalla legge entro i quali i cittadini o i soggetti controinteressati potranno presentare un eventuale ricorso amministrativo contro l’inclusione dei beni nel piano delle dismissioni.










