Marco Aiello, il marito assassino di Maria Rosaria Troisi, è stato definito “un bravo ragazzo e un lavoratore”
dal Consigliere Vincenzo Clemente, il quale ha pronunciato queste obbrobiose parole, senza vergogna,
durante la fiaccolata tenutasi venerdì scorso in ricordo della nostra Maria Rosaria. A questo punto, oltre a
dover metabolizzare il lutto al quale ancora non riusciamo a credere, ci tocca intraprendere una battaglia
che speravamo di non dover iniziare, e cioè quella contro una mentalità agghiacciante, oggettivamente
sbagliata, diffusa proprio da chi ci amministra. Invitiamo a riflettere riguardo al messaggio che è stato
trasmesso venerdì alle nuove generazioni e alla cittadinanza in generale; la sconcertante frase detta da
Clemente, fulcro di un discorso che minimizza la violenza, non ha bisogno di molti commenti perché “parla”
da sola. Condividiamo la lettera postata questa mattina dall’associazione Non Sei Sola Battipaglia – Contro la violenza sulle donne:
“Dal giorno del femminicidio di Maria Rosa Troisi, a Battipaglia, abbiamo provato rabbia e dolore. Abbiamo
collaborato per organizzare la fiaccolata di venerdì sera, per condividere un momento di riflessione con la
città, oltre che di commemorazione della vittima.
Avremmo potuto parlare e dire di più ma abbiamo preferito il silenzio.
L’impressione è stata che Maria Rosa Troisi fosse diventata un feticcio, che l’attenzione quasi non fosse più
sul fenomeno strutturale e sociale che attiene alla dimensione dell’oppressione e della diseguaglianza tra
uomini e donne: il femminicidio, ma su giudizi di valore che ciascuno si è sentito legittimato ad esprimere,
anche in forma pubblica.
Ci siamo confrontate, ieri, in privato ma non solo internamente: anche con quanti e quante avrebbero
potuto (dovuto?) avere una posizione chiara e senza esitazioni.
Non abbiamo trovato supporto, non c’è stato dialogo.
Allora abbiamo capito che non c’è più tempo, che non possiamo permetterci, neppure per un giorno, di
tacere.
Il femminicidio di Maria Rosa Troisi è avvenuto in casa nostra e non deve diventare l’ennesimo di cui
domani dimenticarsene.
Riprendiamo a parlare pubblicamente, esprimendo tutta la nostra profonda indignazione e chiedendo con
urgenza quanto di seguito:
1. Le dimissioni immediate del Consigliere Vincenzo Clemente, per le parole pronunciate durante la
fiaccolata del 22/09/2023.
Quanto dichiarato dal Consigliere invece che contrastare la cultura della violenza, alimenta stereotipi di
sessismo e mancato riconoscimento della dignità delle vittime. Senso di responsabilità e rispetto per le
istituzioni vorrebbero il ritiro ufficiale di quanto affermato, attraverso scuse pubbliche da parte del
Consigliere. Non ci risulta. E allora che si dimetta: subito.
2. Una presa di posizione chiara ed inequivocabile da parte del Consiglio Comunale della Città di Battipaglia
nella promozione e prevenzione della violenza di genere. La presenza (di pochi) alla fiaccolata non basta:
anche il silenzio e l’assenza hanno un valore politico.
3. Una riflessione seria e profonda da parte di tutti gli organi di governo del Comune perché siano rispettati
i principi che devono guidare il lavoro politico e amministrativo (a partire dalla rappresentanza) affidando
solo a persone qualificate e competenti gli incarichi e la comunicazione pubblica su temi specifici. Quali
sono le competenze in campo? Quali le professionalità a cui poter attingere? Quando nessuna, è bene fare
un passo indietro.
Non è più il tempo dell’approssimazione.
Non c’è più tempo per non sapere e non agire.”












