Battipaglia. Crisi politica: Farina, Lenza, Vicinanza e Nicastro cedono al canto delle sirene della sindaca. Stranissima marcia indietro

Battipaglia. Crisi politica di maggioranza, i quattro consiglieri “dissidenti” (Gianluigi Farina, Giuseppe Lenza, Elio Vicinanza e Maria Grabriella Nicastro) cedono – senza un minimo di opposizione –  all’irresistibile canto delle sirene della prima cittadina Cecilia Francese. La voce melodiosa della creatura fantastica, metà donna e metà uccello, ha incantato i marinai della politica battipagliese facendoli naufragare nel loro progetto di mezza estate. Ignorati i consigli della maga Circe: nessuno degli attori protagonisti della rivoluzione battipagliese si è fatto legare all’albero maestro di Ulisse né si sono turati le orecchie con la cera. E il canto seduttivo delle promesse ha fatto soccombere i compagni di “Odisseo Re di Itaca, figlio di Laerte. Questo è quello rivelatosi ieri sera nel Consiglio comunale, dopo l’annuncio di qualche giorno fa di Battipaglia Futura di non condividere più la linea politica della sindaca. Una marcia indietro non comprensibile: cosa sia cambiato in poche ore dall’annuncio di tuoni e fulmini lo dovrebbero spiegare agli elettori. L’unica certezza di questa vicenda: è la sceneggiata napoletana ispirata alla buona anima di Mario Merola.

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