Battipaglia. Bagarre sul contributo alla festa della Speranza dopo le dichiarazioni della sindaca a Sud TV: «Cà a pezza e cà o sapone». Immediata: «Commissione umiliata»

BATTIPAGLIA – Una seduta consiliare, quella del 30 aprile scorso, ad altissima tensione quella dedicata alla modifica del regolamento per i contributi alla festa della Madonna della Speranza. Lo scontro non è stato solo politico, ma di metodo, con la minoranza che ha abbandonato l’aula denunciando lo stravolgimento del lavoro svolto nelle sedi competenti. Il cuore della polemica risiede nel lavoro svolto dalla Prima e Seconda Commissione. La consigliera Azzurra Immediata ha evidenziato come i commissari avessero affrontato la questione del contributo in modo generale e astratto, come richiesto da una corretta prassi amministrativa, per garantire un regolamento equo e valido per tutti. Tuttavia, secondo Immediata, questo sforzo sarebbe stato vanificato per piegare le regole al “caso concreto” e soddisfare la volontà della Prima Cittadina. L’accusa è chiara: l’intento della commissione è stato stravolto solo per assecondare l’annuncio televisivo della Sindaca a Sud TV, che con il suo «Cà a pezza e cà o sapone» aveva già promesso pagamenti rapidi (con anticipi fino al 70%) per garantire l’ingaggio di una nota cantante. A scaldare ulteriormente gli animi è stata l’entrata in scena della consigliera Napoli. Nonostante il lavoro di sintesi raggiunto tra maggioranza e minoranza, è spuntata una proposta della Napoli volta a eliminare la discrezionalità e, soprattutto, l’obbligo di motivazione dalle istanze di contributo. Sebbene la consigliera abbia poi ritirato il sub-emendamento sulle motivazioni a seguito della bagarre, il gesto è stato letto dall’opposizione come l’ennesima prova di una gestione “ad personam” del regolamento. Un’azione che, unita alle parole della Sindaca, ha spinto Gaetano Marino e l’intera minoranza ad abbandonare l’aula in segno di sdegno: «Questa è una pagliacciata, il nostro lavoro è stato mortificato». Dall’altra parte, la Sindaca ha rivendicato il suo ruolo di «Sindaco del popolo». Pur scusandosi per il linguaggio colorito, ha difeso la necessità di agire con pragmatismo: per lei, garantire il 50% di acconto immediato (o fino al 70% come previsto dal nuovo testo) è l’unico modo per non perdere gli artisti e assicurare alla città la festa patronale. Per la maggioranza, non si tratta di violare la legalità, ma di superare ostacoli burocratici che impedirebbero il regolare svolgimento dei grandi eventi.

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