SALA CONSILINA (SA) – Svolta nelle indagini sul grave fatto di sangue avvenuto nel dicembre del 2025 nel cuore del Vallo di Diano. Nella giornata di ieri, 5 giugno 2026, i Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina hanno teso le manette ai polsi di un 52enne del posto. L’uomo è gravemente indiziato di tentato omicidio doloso, con l’aggravante della finalità di discriminazione o odio razziale. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lagonegro (PZ) su formale richiesta della locale Procura della Repubblica. I fatti risalgono alla fine dello scorso anno. Secondo l’impianto accusatorio formulato dagli inquirenti, la vittima – un 37enne di origini nigeriane – era rimasta coinvolta in un banale alterco verbale con un anziano residente del luogo. Il 52enne arrestato, del tutto estraneo alla discussione iniziale, sarebbe intervenuto improvvisamente e senza alcun motivo apparente se non l’ostilità razziale. L’aggressore ha colpito violentemente alla testa il cittadino straniero con un oggetto contundente, causandogli una gravissima frattura nella regione frontale del cranio. Subito dopo il raid, l’uomo si era dato alla fuga a bordo della propria automobile, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce. Le serrate attività investigative, condotte sul campo dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina sotto la direzione della Procura di Lagonegro, hanno permesso di raccogliere un quadro probatorio solido e definiti “gravi indizi di colpevolezza” a carico del cinquantaduenne. Al termine delle formalità di rito e dell’esecuzione della misura restrittiva, l’indagato è stato scortato dai militari e trasferito presso la Casa Circondariale di Salerno, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Come previsto dalle normative vigenti e ribadito dalle stesse autorità inquirenti guidate dal Sostituto Procuratore, per l’uomo vige il principio di presunzione di innocenza: le responsabilità penali e gli addebiti provvisori dovranno trovare definitiva conferma nei successivi gradi di giudizio.












