L’affondo di Gaetano Marino contro la giunta Francese: «Nessuna regola e cittadini esasperati, soprattutto tra centro e zona industriale» L’assenza del piano di zonizzazione acustica trasforma Battipaglia in una vera e propria “giungla” sonora, accendendo un duro scontro politico in questo scorcio finale di mandato. A lanciare l’allarme è il consigliere comunale di opposizione, Gaetano Marino, che punta il dito contro la maggioranza guidata dalla sindaca Cecilia Francese per il mancato sviluppo di uno strumento normativo ormai vitale per la vivibilità urbana. Il problema non si limita alla movida del centro cittadino, ma assume contorni ancora più critici nelle aree di confine. Il punto più sensibile della città è la fascia di transizione tra la zona industriale e i quartieri residenziali. Senza una mappatura ufficiale, i confini tollerabili tra le attività produttive e le abitazioni sono svaniti. Con l’arrivo della stagione estiva, il problema è letteralmente esploso: i residenti, costretti a tenere porte e finestre aperte per il caldo, si ritrovano a convivere con i frastuoni industriali anche durante le ore dedicate al riposo. Il consigliere di minoranza chiede un intervento immediato prima della scadenza dell’amministrazione: «Non è più tollerabile che una città come Battipaglia sia priva di regole chiare e precise a tutela della salute pubblica. Siamo davanti a una totale anarchia acustica: non esistono più confini tra le varie aree della città, e il confine tra i quartieri residenziali e la zona industriale è diventato un far west di suoni insopportabili. Chiedo alla sindaca Francese un atto di responsabilità prima della fine del mandato: si rediga e si approvi subito il piano di zonizzazione per restituire il diritto al riposo e la dignità che i nostri cittadini meritano». L’approvazione del documento non è più rinviabile. La palla passa ora alla sindaca Francese e alla sua maggioranza, chiamate a rispondere a un’emergenza che rischia di rendere l’estate dei battipagliesi un vero e proprio incubo ambientale.











