Battipaglia, 13 milioni per la De Amicis ma zero per Piazza Amendola: l’opera va chiusa entro il 2029 o pagheranno i cittadini

BATTIPAGLIA – Il Consiglio Comunale ha approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) per trasformare l’ex scuola “E. De Amicis” in un hub socio-culturale. L’intervento da 13,6 milioni di euro, finanziato dai fondi PR Campania FESR 2021-2027, prevede l’avvio della gara d’appalto il 17 agosto 2026 per la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE). Dietro i toni trionfali del comunicato ufficiale si nasconde però l’ombra di un clamoroso fallimento burocratico: questo è il terzo studio di fattibilità in sei anni. Un percorso circolare iniziato con un progetto a costo zero, poi azzerato dalla giunta Francese per fare una nuova gara, bloccata dall’ANAC fino alla perdita dei vecchi finanziamenti.

Corsa contro il tempo: il rischio di dissesto finanziario

Oggi l’ente riparte da zero, ma con un margine d’errore pari a zero. Sebbene la scadenza ultima per spendere i fondi europei del ciclo attuale scada inderogabilmente a fine 2029 (grazie alla regola comunitaria N+3), i tempi per un’opera così complessa sono già drammaticamente stretti. Tra l’affidamento della progettazione, i vincoli della Soprintendenza sui beni storici, la gara d’appalto per i lavori e un cantiere strutturale pesante su tre livelli in muratura di tufo, serviranno anni. I lavori non inizieranno prima della metà del 2028, lasciando pochissimi mesi per completare il tutto.

Il rischio reale è che la storia si ripeta. Se il Comune non riuscirà a rendicontare le spese e a chiudere i cantieri entro la fine del 2029, perderà i fondi europei per la seconda volta. In quel caso, con i lavori già avviati e i contratti firmati con le ditte, l’Ente sarebbe costretto a completare l’opera coprendo i milioni di euro mancanti con i soldi del proprio bilancio comunale. Un salasso economico devastante che verrebbe pagato direttamente dalle tasche dei cittadini di Battipaglia.

Un progetto monco senza Piazza Amendola

Il quadro economico prevede 7,4 milioni per la scuola (Lotto 1) e 2,1 milioni per il Lotto 2. Qui emerge un’altra pesante anomalia urbanistica: i fondi per lo spazio pubblico sono stati dirottati sulla vicina Piazza Rago, escludendo totalmente il rifacimento di Piazza Amendola, l’area antistante la scuola. Il risultato è un progetto monco che non riesce a modernizzare il cuore urbano circostante, limitando lo sviluppo dello stesso hub e configurandosi come un’occasione persa per il rilancio del centro cittadino.

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