BATTIPAGLIA: Quello che sembrava un lieve movimento tellurico istituzionale, è divenuto nei fatti un vero e proprio bradisismo. Più che le acque agitate, si sono sfaldate i lembi della crosta che delimitano i confini politici e, la stessa Fratelli D’Italia, diviene il baricentro della bufera. Forse è il cuore di una potente bufera tipo tornado. Non solo locale, ma provinciale, tanto che stasera, è indetto un vertice per chiarificare le posizioni del partito, in seno alla maggioranza che sostiene il governo locale. Non è piaciuta la scelta di molte componenti umane, che hanno dovuto “subire” o “patire” una decisione politica che nei fatti non appartiene a Fratelli D’Italia, ma che invece, si è offerta come tale. E a quanto ci è dato conoscere e portato alla ribalta da tanti componenti iscritto al partito della Meloni e di Edmondo Cirielli, le scelte attuate a sostegno di Cecilia Francese, non appartengono al partito su indicato. Nei fatti concreti i militanti e molti candidati della lista, hanno fatto la voce grossa e chiedono chiarimenti immediati ed urgenti ai vertici anche regionali su talune scelte definite “bulgare” e che trovano conferma nella civicità di Ugo Tozzi, essendo lo stesso una espressione alle ultime elezioni amministrative, di una sua lista personale, denominata “LISTA TOZZZI” ed avendo avuto solo ed unicamente il “sostegno” di Fratelli D’Italia. Quella di Tozzi quindi, è solo una espressione civica e nulla più, ci hanno riferito, e non si comprendono le motivazioni, sempre dall’interno del partito, cosa abbia spinto lo stesso Sindaco, Cecilia Francese, ad accettare, attuare nonché a porre in atto, una posizione politica ad un candidato, quale Tozzi, che nei fatti si è impossessato di un partito, dal quale ha ottenuto solo ed unicamente il sostegno nella sua coalizione. Una prova di tenuta, a questo punto, per il governo della Francese, già alle prese con disguidi “diplomatici” in queste prime battute della sua amministrazione. Un nodo da sciogliere, che diviene una brutta gatta da pelare, qualora lo stesso Cirielli, unitamente ai vertici provinciali, chiedano delucidazioni sulle posizioni degli eletti al consiglio comunale e che in questo preciso momento, sono parte integrante della maggioranza. Perché, si domandano gli appartenenti a Fratelli D’italia, il nostro partito è rimasto fuori dagli incarichi di governo? Va detto, ad onor del vero, che Michele Gioia, assessore alle politiche sociali ed allo sport, è comunque espressione del partito, anche se ha ricoperto l’importante ruolo di commissario cittadino ed ha avuto il merito di presentare la lista che comunque ha ottenuto 1254 preferenze e conferita una visibilità di notevole livello. Ma era questa scelta, una espressione condivisa da tutti? La dispersione nel partito, sta divenendo una sorta di esodo come fu quello di Mosè. Sarà senza dubbio un esodo meno importante e meno gravoso, ma drammatico nelle scelte future, e saranno inequivocabili. Quasi certamente, l’esodo suddetto, condurrà al porto di Rivoluzione Cristiana, che attende con i suoi attracchi i profughi di un partito virtuale, anche se la nostra è solo una ipotesi, che comunque non ha trovato smentite. In pratica si comprende che a decidere su tutto, è la figura di Tozzi che non rappresenta la leadership di un partito e che comunque attua determinate scelte, su una posizione politica che nei fatti reali, non c’è. Come su esternato, lo stesso infatti, è solo una espressione civica e non può addossarsi i meriti di scelte che non gli competono, hanno esclamato alcuni tesserati, che meditano l’addio in massa, se lo stesso Cirielli e Iannone, non chiariranno tutte le posizioni in un partito, che dovrebbe rappresentare l’unica destra quasi sociale e anti liberale, ma nei fatti sta dimostrando il contrario. E la discussione avviene proprio in merito agli incarichi, che conferisce a Fratelli D’Italia, una figura non solo marginale, ma evanescente. Espressione che accomuna molti in città e negli ambienti politici e questa estate politica ci sembra come la rivoluzione della primavera di Praga. A Edmondo Cirielli, l’ardua sentenza. I posteri attendono.
Giovanni Coscia










