E’ questa la settimana decisiva. Palmentieri e Santosuosso andranno via. Non lo nego, mi dispiace. Palmentieri lo voglio bene come uomo e come presidente. Non voglio dirlo ma ho l’impressione che da qui a cinque/sei anni lo rimpiangeremo. Rimpiangeremo la sua passione e rimpiangeremo la sua stabilità economica. Palmentieri ha commesso errori grandi, enormi. Lui li ha ammessi e se ne dispiace. Abbiamo discusso spesso e volentieri sulle scelte fatte e su quelle non fatte ma il suo carattere è così e va preso così e noi lo abbiamo preso così. Non possiamo dimenticare quando e quanto lo abbiamo osannato adesso che lo contestiamo. Non possiamo avere la memoria di un pesciolino rosso e dimenticare quello che ha fatto. Almeno un “grazie” glielo dobbiamo, se lo merita. Un grazie glielo voglio dire al di fuori di ogni retorica. L’ho visto piangere per questi colori, per questa maglia. L’ho visto stare male, chiudersi in se stesso, non rispondere a telefono. Queste sono cose che solo chi è stato al suo fianco in questa avventura ha potuto vedere rimanendo a bocca aperta. Spero, a cuore aperto, che sia solo un arrivederci il suo, non un addio.
Un addio, invece, lo è per Santosuosso. Almeno il Santosuosso allenatore. Pasquale ha ancora da dare qualcosa in questo calcio “non professionistico” come direttore sportivo (a mio modesto parere) ma non più come allenatore. Quando alza il telefono e chiama qualcuno in giro per la Regione ci si mette ancora sugli attenti. E’ Pasquale Santosuosso, signori, non l’ultimo arrivato.
Al loro posto arriveranno nuove/vecchie conoscenze che hanno la consapevolezza di avere tra le mani una patata bollente. L’obiettivo minimo/massimo è salvare la categoria e salvaguardare il titolo. Farlo equivarrebbe alla vittoria di un campionato. Ci accontentiamo di questo.











