Evo Festival Internazionale di Cinema Sperimentale, Arti Visive e Musica d’Avanguardia: è l’evento, organizzato dall’Associazione Evo Avanguardie e Sperimentazioni e si terrà il 27 e il 28 luglio presso l’Arena S. Antonio di Eboli. Il concept di quest’anno è la “Quarta Dimensione, il mondo che c’è ma non si vede”. Il progetto del festival si articola in due giorni tra attività laboratoriali, seminari, esposizioni, video
mapping, installazioni e concerti. “Quando ho letto il progetto di Evo Festival sono rimasto per primo
sorpreso e incantato dal format – ha commentato il Sindaco Massimo Cariello – Il perché è semplice. In tanti propongono intrattenimento ma quello che vogliamo offrire come Città di Eboli è un contenitore
simbolico che rappresenti la continua sfida dell’uomo nel fare cultura: competere ma sulla conoscenza. Ed Evo è proprio questo, la forza di tante belle menti che insieme hanno realizzato un progetto di
ispirazione europea”. Le attività più attese sono quelle a cura dell’Agenzia Spaziale Italiana ed Europa, ovvero la sessione scientifica sulla quarta dimensione che si terrà il 27 luglio alle 19, 30 nella Sala Concerti
di San Lorenzo (Centro Antico), con la partecipazione dell’astrofisico Giuseppe Bianco, la speciale sonorizzazione di Moise artista legato alla scena della musica elettronica, e le suggestioni visive a cura
del visual artist Kesson Dalef. Il 28 luglio dalle 16 sempre nella Sala Concerti di San Lorenzo, apre il workshop sulla costruzione di strumenti musicali a cura di Simone Pappalardo, musicista e docente del Conservatorio dell’Aquila che con le sue opere ha esposto anche al MAXXI di Roma, e che darà forma ad una straordinaria installazione sonora. In simultanea all’interno dell’Arena dalle 20, per tutti e due i giorni, sarà visitabile anche la mostra di immagini fotografiche raccolte dall’astronauta Samantha Cristoforetti durante la “Missione
Futura”, in una delle poche date in Italia. La prima serata a Sant’Antonio sarà dedicata al cinema sperimentale e d’avanguardia e sarà a cura di Alfonso Amendola, delegato al cinema e agli audiovisivi per l’università di Salerno, e con la collaborazione de Le Frenoy Studio national des arts contemporains di Parigi. Spazio anche alla ricerca scientifica. Per tutta la due giorni, il pubblico di Evo, con la propria attiva partecipazione, sarà parte di “Empathize With My Gaze” progetto del Centro di Ricerca Scienza Nuova Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa con la collaborazione dell’equipe composta da Barbara Balbi, Federica Protti, Emanuele Garzia, Andrea Castellano e con la Performance Art di Francesca di Martino. Il gruppo indaga su tutte le esperienze che si determinano intorno al momento creativo, attraverso la condivisione del percorso oculometrico di un’artista contemporanea. Ovvero restituisce agli spettatori l’esperienza di creazione attraverso lo sguardo dell’artista stesso, con l’obiettivo di assottigliare la barriera tra artista e pubblico, fisica e ideale, con una performance in cui l’opera viene mostrata attraverso lo sguardo del suo creatore.
Il gruppo utilizzerà un dispositivo di nuova tecnologia per il quale hanno ricevuto riconoscimenti da tutto il mondo scientifico: un eye-tracker portabile (Tobii glasses) occhiali in grado di seguire il percorso oculare e di tracciarlo tramite la visualizzazione dei gaze (cioè le fissazioni e i micromovimenti dell’occhio), delle heatmap
(cioè l’intensità con cui guardiamo a una determinata area), e del numero di visite in un dato punto dell’opera. Gli occhiali questa volta saranno indossati dall’artista, che dipingerà dal vivo su un
diaframma trasparente condividendo con gli spettatori sia l’atto creativo che il suo percorso oculare nel momento della creazione, una volta terminata l’opera. La fruizione di un’opera d’arte così si arricchisce di una nuova dimensione che passa attraverso il senso che più di tutti sostanzia l’atto artistico pittorico: la vista e i
processi cognitivi che vi sono sottesi.









