L’operazione “Piazza Pulita” svolta, nei giorni scorsi, dalla Guardia di Finanza di Salerno, sotto il coordinamento di questa procura della Repubblica, ha fatto luce sul fallimento della “Yele S.p.a.”, la società pubblica tra le più importanti della Campania nel settore della gestione rifiuti. La s.p.a. aveva creato un “buco” di oltre 30 milioni di euro nei bilanci, con grave pregiudizio per i creditori e l’Erario. In tutto 29 indagati, tra amministratori, componenti degli organi di vigilanza e consulenti, e ben 45 ipotesi di reato contestate, che spaziano dalla bancarotta fraudolenta, alla frode fiscale, al peculato, fino al falso in bilancio. Le vicende societarie sono state oggetto di accertamento nell’ambito di 33 diversi procedimenti penali, poi riuniti in un’unica indagine affidata alle Fiamme Gialle Vallesi, che si sono subito concentrate sull’esame dell’imponente mole di documentazione contabile ed extracontabile. La massa debitoria accertata dai Finanzieri ammonta ad oltre 30 milioni di euro ai quali devono poi aggiungersi i 10 relativi alle condotte distruttive poste in essere in pregiudizio dei creditori. Denunciati 29 responsabili per lo più professionisti con ruoli direttivi o di consulenza; nei confronti di 14 di essi, G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di beni per equivalente fino alla concorrenza di 20.443.892 euro. Allo stato sono stati cautelati quasi 100 beni immobili, tra fabbricati e terreni, 25 veicoli e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.
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