Serie A. Diamo i numeri… Anzi i voti. Di Mauro De Santis

Chiude il calciomercato, Mauro De Santis analizza e valuta per battipaglia1929.it gli acquisti e le cessioni fatte dai Club di seria A.

ATALANTA 7 – Il presidente Percassi in vista della avventura in Champions ha fatto le cose perbene, sono rimasti tutti i big, eccezion fatta per Mancini passato alla Roma. In più sono arrivati Arana, Kjaer, il talento Malinovskyi e soprattutto il colpo Muriel, che quando è in forma fa la differenza.

BOLOGNA 6 – Walter Sabatini, il D.S. del club di Saputo, ha scommesso sui giovani come il giapponese Tomiyasu, e gli altri Denswil, Skov Olsen e Schouten. Alla corte di mister Sinisa sono stati riscattati i vari Orsolini, Soriano, Sansone, unica cessione un po’ sofferta quella di Pulgar alla Fiorentina

BRESCIA 6.5 – Balotelli è il colpo per la piazza, di un mercato molto attivo per le rondinelle rinforzatesi in ogni reparto: da Joronen tra i pali a Matri e Ayè in attacco passando per Chancellor in difesa e Zmrhal in mediana. Tutto questo confermando il talentuoso Tonali e i vari Dessena, Bisoli e Donnarumma.

CAGLIARI 7.5 – Nonostante la squadra di Giulini sia partita male e con gli sfortunati stop di Cragno e Pavoletti, è quella che ha sì è rinforzata maggiormente tra squadre di provincia. Il Cagliari ha speso tanto e bene e ha regalato a Maran un centrocampo da Europa League: sono arrivati Rog dal Napoli e Nandez dal Boca Juniors, ma soprattutto è tornato in Sardegna Nainggolan in prestito dall’Inter. Si sono aggiunti poi infine Olsen dalla Roma e Simeone dalla Fiorentina.

FIORENTINA 6,5 – Nella prima sessione di mercato, il nuovo patron Rocco Commisso, si presenta ai suoi resistendo, in primis, alle avance della Juventus per Chiesa, e portando in Italia la Star Ribery con l’intento di far tornare l’entusiasmo ai fiorentini. Sembra esserci riuscito, anche grazie all’esplosione dei giovani Ranieri, Castrovilli, Sottil, Vlahovic, “fatti in casa”, ai quali si aggiungono Boateng, Pulgar, Caceres, Dalbert e occhio a Ghezzal colpo last minute. Cessioni Biraghi e Veretout necessarie ma indolore, forse una riflessione su Montella andava fatta.

GENOA 6.5 – Il solito mercato rossoblù, qualche colpo di esperienza come Schone (un Top per il Genoa), Zapata e Saponara, alle scommesse Lerager e Ghiglione. Confermato Kouamè, che sarà affiancato da un altro giovane già rodato da un ottimo Europeo under 19, Andrea Pinamonti. Siamo sicuri che Andreazzoli possa divertirsi e far divertire con questo materiale umano, giusto mix di esperienza e gioventù.

INTER 8 – Un voto intero in più se lo prende tutto Antonio Conte, obiettivamente un Top Manager che ha portato più entusiasmo all’ambiente di un Top Player da 100 mln. Grinta, mentalità e disciplina, via tutti quelli che potevano creare problemi nello spogliatoio: prima Nainggolan, poi Perisic e sul gong anche Icardi. Per quanto riguarda i volti nuovi: Godin a costo zero, a centrocampo innesti di intensità, temperamento ma anche di qualità come Barella e Sensi, mentre in attacco è arrivato il bomber Lukaku, primissima richiesta del tecnico salentino. Sanchez, che come il compagno belga, arriva dal Manchester United va a colmare il vuoto lasciato dopo la fumata nera per Dzeko.

JUVENTUS 6,5 – Sarri, chiamato a cambiare la mentalità “allegriana”, ormai stretta all’ambiente bianconero, è il rischio che si sono presi Nedved e Paratici, passato più per un piano B (in seguito al mancato arrivo di Guardiola) che per un valore aggiunto. Sul fronte calciatori, Ramsey e Rabiot i soliti colpi di lusso a parametro zero della dirigenza juventina, al netto delle super commissioni ai rispettivi procuratori. Preso Demiral, dopo un’ottima stagione al Sassuolo, e il Crack olandese De Ligt pagato un botto tra cartellino e ingaggio, ma strappato al Barcellona, è sicuramente un grandissimo colpo. Ma sul lavoro di Paratici, orfano del suo maestro Marotta, pesano troppo le mancate cessioni e tutte le trattative saltate, vedi Dybala con Manchester United (scambio con Lukaku) e Tottenham, prima del mancato affondo del PSG. Higuain, Khedira, Matuidi, Rugani e Mandzukic, da sicuri partenti al rischio addirittura di restare fuori dalla lista Champions per almeno due di loro. Comprare non è difficile, vendere sì.

LAZIO 6 – Il mercato della Lazio sarebbe è Manuel Lazzari, gli altri (Vavro, Andre Anderson, Jony e Adekanye) per ora sono finiti in panchina. Sulla lista delle cessioni i deludenti Badelj, Wallace, Pedro Neto e Bruno Jordao (questi ultimi tre sono gestiti da Mendes). Tendenzialmente la rosa Inzaghi rimane la stessa, e in un anno dove al vertice hanno cambiato quasi tutte guida tecnica e giocatori, avere un’ossatura manageriale e sul campo potrebbe essere un gran vantaggio., che però non sono arrivati. Considerando che sono rimasti Milinkovic-Savic, Correa e Luis Alberto, corteggiatissimi da tante squadre, la sufficienza è piena.

LECCE 5,5 – La Serie A non è la B, i salentini se ne sono accorti e sono corsi ai ripari prendendo due attaccanti di categoria come Babacar e Farias. Per il resto mix di giovani nuovi e quelli che hanno portato la squadra di Liverani alla promozione, forse poco per mantenere la categoria?

MILAN 6 – Ennesima rivoluzione in casa Milan, dalla nuova guida tecnica a quelle dirigenziali, e per finire ai volti nuovi in campo. Partendo da questi ultimi via Zapata, Abate, Montolivo, Bertolacci, Mauri, Strinic, Bakayoko, Laxalt, Cutrone e Andre Silva, dentro Duarte, Theo Hernandez, Krunic, Bennacer, Leao e Rebic. Questi sono i calciatori con i quali il nuovo allenatore Marco Gianpaolo dovrà lavorare e dare loro una nuova idea di calcio, per far tornare il bel gioco al centro del nuovo progetto Milan, al netto del Fair Play finanziario. Spada di Damocle vera e propria con la quale hanno dovuto fare i conti i nuovi dirigenti Maldini, Boban e Massara dovendo spesso ricevere bruschi stop alle trattive, Sensi e Correa (dell’Atletico Madrid) su tutti. Giocatori “funzionali” per una rinascita, nei parametri Uefa, che stenta ogni anno a decollare.

NAPOLI 7.5 – Il mercato del Napoli è uno dei migliori degli ultimi anni, ma è mancata la ciliegina, il Top Player che accorciasse definitivamente il gap con la Juventus. Mezzo voto in più va tutto al D.S. Giuntoli, capace di cedere e buon prezzo gli esuberi in rosa, rimpinguando le casse azzurre di ben 120 mln! La rosa partenopea ha il vantaggio di avere la stessa guida tecnica, e quindi dare continuità ad un progetto, ed è stata senza dubbio rinforzata, riuscendo a trattenere tutti i big, eccezion fatta per un Raul Albiol ormai a fine carriera. A sostituito l’ingaggio di Manolas, che forma con Koulibaly una delle migliori coppie di centrali d’Europa. L’attacco, con la qualità, velocità e personalità sfacciata di Lozano (colpo da 42 milioni), che ricorda il Pocho Lavezzi, e l’esperienza di Llorente, è molto più completo. Elmas a centrocampo promette benissimo e Di Lorenzo si è già fatto valere sulla corsia destra. Ma i tifosi azzurri credevano che l’esporsi mediaticamente, come mai fatto prima, di ADL e di Ancellotti, sull’arrivo di un grandissimo, James Rodriguez o Icardi nello specifico, lasciano un po’ d’amaro in bocca. Spetterà al campo farlo passare.

PARMA 6.5 – Le riconferme a titolo definitivo di Inglese e Sepe e la permanenza di Gervinho, danno l’idea di una continuità di progetto del club che vuole tornare a rimanere stabilmente nella massima categoria. Acquisti come Karamoh dall’Inter, Hernani dallo Zenit, Pezzella dall’Udinese e il colpo Darmian arrivato dal Manchester United nelle ultime ore utili certificano il tutto. Contattato Skrtel come ultimo rinforzo dopo la rescissione con l’Atalanta.

ROMA 6.5 – Mercato dalle due fasi quello del D.S. Petrachi, iniziato con le dolorose cessioni Manolas e El Shaarawy, che con il quasi addio di Dzeko e le uscite definitive dal mondo Roma dei leggendari Totti e De Rossi, avevano fatto sprofondare i romanisti in un clima di depressione. Poi un serie di colpi messi assegno dai giallorossi, Diawara, Veretout, Pau Lopez, Spinazzola, Smalling e Mkhitaryan, Zappacosta e Kalinic, hanno riportato il sereno. Ora spetta al tecnico Fonseca amalgamare tutti questi volti nuovi per una nuova Roma sotto tutti i punti di vista.

SAMPDORIA 4 – Murillo ed Emiliano Rigoni al fronte di tante cessioni e mancati riscatti, Paret, Andersen, Defrel, Saponara? Un disastro, se si considera la querelle societaria che ha tenuto banco per tutta l’estate, senza trovare ancora una soluzione alla cessione del club. Aggiungiamo che il nuovo allenatore Di Francesco è stato costretto a registrare tutti i mancati acquisti richiesti per imbastire una squadra vicina alla sua idea di calcio, sfumati tutti gli obiettivi del mister.

SASSUOLO 6,5 – De Zerbi può continuare a divertire e far divertire grazie agli arrivi di giovani molto interessanti, come Traoré, il ritorno in neroverde di Defrel, l’esperto Chiriches, Obiang e Toljan. Al centrodell’attacco, Ciccio Caputo, strappato al Genoa, in coppia con un Berardi sono una garanzia di gol e punti salvezza.

SPAL 5 – Per Semplici quest’anno non sarà facile mantenere la categoria, e bisognerà affidarsi alla definitiva consacrazione di Petagna e alla commessa Igor. Infatti, il mercato è stato pieno di addi, Lazzari, Bonifazi e l’infortunato Fares sono tre grosse falle nella rosa, e avaro di acquisti, il ritorno di Moncini, rigenerato dall’esperienza al Cittadella è alquanto poco. 

TORINO 6 – Gli arrivi di Laxalt e Verdi sono stati forse tardivi, avrebbero fatto sicuramente comodo per il tentare di qualificarsi alla fase a girone dell’Europa League, un grave errore del presidente Cairo. Potranno dare però, con il ritorno di Bonifazi, un ottimo contributo alla squadra di Mazzarri per provare a ritornare in Europa.

UDINESE 5 – Sembra non esserci più il giocattolino perfetto della famiglia Pozzo, dal quale uscivano 2-3 pezzi pregiati da rivendere a suon di milioni, con sullo sfondo qualificazioni europee sfiorate e centrate a volte. Da qualche anno si naviga a vista, ne sono esempi i ritorni di Tudor e Okaka, gli acquisti di due svincolati (Jajalo e Nestorovski) dal Palermo, e il non aver ceduto De Paoul è più un demerito che un merito.

VERONA 6 – Tra le piccole è quella che ha sorpreso un po’ tutti, non tanto per un mercato sfavillante ma perché dava l’impressione di essere la meno attrezzata. Invece grazie ai dettami di mister Juric e gli innesti mirati di giovani come Pessina, Amrabat, Tutino e altri, e di categoria (Stepinski, Veloso, Bocchetti, Lazovic) ha già strappato punti a Lecce e Bologna.


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