Napoli-Juve, il San Paolo pronto ad accogliere l’ex Sarri

È Napoli-Juventus la partita che a prescindere dalle classifiche mantiene un fascino particolare che attirerà al San Paolo almeno 45 mila persone, leggermente più fiduciose dopo la vittoria contro la Lazio, e pronte ad accogliere l’ex Sarri.

Già, sarà una gara ricca di spunti e indubbiamente il più significativo è il ritorno a Napoli del “traditore”, quello che fu il “comandante” che aveva innescato la lotta al palazzo nella sua rivoluzione del bel gioco, Maurizio Sarri. Napoli e i napoletani hanno vissuto negli ultimi anni altri diversi addii illustri come quelli di Lavezzi e Cavani, ma quelli che hanno fatto più male all’orgoglio partenopeo sono senza dubbio i trasferimenti sull’asse Napoli-Torino che hanno visto protagonisti Quagliarella e Higuain. In entrambi i casi i fischi sono stati la colonna sonora dei loro ritorni al San Paolo, in quanto rei di aver tradito i colori della città sposando la vecchia Signora da sempre nemica acerrima degli azzurri. Ma se per Quagliarella la rabbia per quella fuga improvvisa da Napoli è stata sostituita da un amore ritrovato verso Fabio alla luce delle motivazioni che obbligarono l’attaccante stabiese a scappare perché perseguitato da uno stalker, per Gonzalo Higuain il discorso è del tutto differente. Il Pipita nel suo ultimo anno a Napoli con Sarri, quello del record dei 36 gol in campionato, era diventato un idolo della tifoseria azzurra cantando e saltando sotto le curve fino a quando la Juventus non decise di pagare la clausola rescissoria di 94 mln. A quel punto il tifoso del Napoli vedeva il suo idolo scappare a fare le visite mediche di nascosto senza salutare compagni di squadra ne staff, dimenticando tutto e tutti in un lampo. Per l’attaccante argentino i fischi e le offese non sono mai mancati ogni volta che ha incontrato gli azzurri, ma il puntero si è vendicato segnando spesso al Napoli e irridendo De Laurentis, artefice unico della sua dipartita dal capoluogo campano, a suo dire.

La figura opprimente, scomoda, totalitaria del Presidente del Napoli ha creato mille problemi e ha contato sicuramente tanto nelle scelte di lasciare la città da parte di calciatori e tecnici, i quali hanno sempre rivendicato questo aspetto. Come lo stesso Maurizio Sarri che sottolinea sempre che se fosse stato per lui sarebbe rimasto all’ombra del Vesuvio, e che aver scelto Londra e non subito una squadra italiana è stato un gesto d’amore verso i napoletani (come quando dedico loro la vittoria dell’Europa League). Ma per gran parte dei tifosi azzurri non è andata proprio così e Sarri sarà accolto, molto probabilmente, con sonori fischi perché non gli viene perdonato di essersi eletto a Masaniello appiccando spesso il fuoco della polemica contro i poteri forti e le “ruberie bianconere”. Sono arcinote le frecciatine sugli aiutini alla Juventus nell’anno del sogno Scudetto, quello del calcio più bello d’Europa che unì come non mai la squadra ad un intero popolo. Ecco forse venir meno a quel patto fatto con una città che vive di questi momenti di unione di sentimenti convogliati verso un obiettivo comune (ludico o serioso che sia) ha generato una fortissima delusione nei cuori dei tifosi azzurri.

Ma il pubblico sarà diviso tra chi farà sentire la propria rabbia, chi sarà indifferente e chi per troppo amore e nostalgia cercherà di rimanere in silenzio, anche perché, dopo l’addio di Ancelotti e la crisi profonda in classifica, in molti è tornato vivo il ricordo di quel Napoli che fu.

Stasera invece i partenopei dovranno continuare quel progetto di ricostruzione mentale e tecnica iniziato contro la Lazio in Coppa Italia e, nonostante le pesanti assenze di Koulibaly, Mertens ed Allan, sarà spinto da un San Paolo delle grandi occasioni (possibile presenza allo stadio del neoacquisto Politano).

PROBABILI FORMAZIONI:

Napoli (4-3-3): Ospina; Hysaj, Manolas, Di Lorenzo, Mario Rui; Ruiz, Lobotka, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.

Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Rabiot, Pjanic, Matuidi; Ramsey; Dybala, Cristiano Ronaldo.


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