Il vice sindaco Tozzi perde tutte le coperture politiche nel governo Francese?

BATTIPAGLIA: La maggioranza tiene. Regge alla grande, forte dei suoi numeri, che unitamente alle componenti aggiunte dei civici “tozziani” tocca quota 18. Una maggioranza quasi bulgara, che non suscita alcun problema di tenuta sulle scelte future dell’assise. Consiglio comunale celebratosi mercoledì sera, che ha sancito l’unità dell’assise, ed ha comunque programmato la sua nuova assemblea entro il prossimo 31 luglio, quando il governo della “Francese” dovrà approvare, la verifica del bilancio preventivo, stilato dal commissario prefettizio Iorio, e verificarne il “riequilibrio” per l’anno in corso. Nessun problema, quindi, sulla approvazione, almeno si spera, ma riteniamo più che superabile, in virtù di un accesso alla guida cittadina, che è appena iniziata ed ancora non sono state previste spese per l’attuale governo in essere. Tiene banco invece, la questione legata a Fratelli D’italia, laddove lo squarcio parre addirittura insanabile. Una ferita che gronda sangue da ogni arteria, da ogni vaso sanguigno e mette in seria discussione, il sostegno politico dello stesso Tozzi. Non dipende dallo stesso, infatti, in considerazione che le urna hanno sancito il ballottaggio e che quest’ultimo sia stato decisivo con l’accordo intrapreso con Cecilia Francese. Ma da questa settimana, ed in primis da quanto noi stesso abbiamo riportato, l’incrinatura ha assunto un angolo quasi irrecuperabile. Una piega che non può essere raddirizzata da miglior maniscalco del vecchio far west, tanto che da mercoledì sera, nella riunione con i vertici provinciali, molte componenti umane, hanno lasciato il partito della Meloni, e tra candidato al consiglio comunale e componenti del direttivo locale, almeno dieci singoli, avrebbero rassegnato le proprie dimissioni. E così, dai circa seimila voti ottenuti dalle liste della coalizione con Tozzi, si può contare una perdita di forze numeriche di circa 1000 voti, ma questo è un aspetto da considerare secondario. Diviene primario, di contro, il “faccia a faccia” che si è tenuto ieri sera, presso la sede dell’A.I.A. , ovvero la sezione arbitri, di Battipaglia, sita in via Domodossola, allorquando le componenti umane delle liste civiche dell’area su indicata, ha incontrato il “leader” Ugo Tozzi, chiedendo delucidazioni in merito alle scelte politiche effettuate, considerando che lo stesso altro non era che una espressione civica e non di partito. Ma ci è dato sapere, nonostante la sua fosse una “civicità” politica, di essere in possesso comunque della tessera del partito di Cirielli & c, e molti componenti delle liste, chiedono le motivazioni di talune scelte, che hanno scavalcato una possibile riunione tra le parti. Qualcuno ci ha altresì riferito, che non solo non è piaciuta la nomina di assessore allo sport di Michele Gioia, che comunque sta reggendo benissimo nel suo impegno politico e per il settore, ma non è andata per il verso giusto, le nomine che lo stesso Tozzi, si è magistralmente impossessato all’insaputa del gruppo che lo ha sostenuto. L’accordo, come ci hanno riferito, è retrodatato di almeno 7 mesi, ovvero prima del santo natale 2015, quando, lo stesso Tozzi, unitamente alla Francese, a Cirielli ed allo stesso Gioia, avrebbero chiuso l’accordo su tali posizioni, a prescindere dal risultato che sarebbe scaturito dalle urna. Vale a dire, che l’accordo poteva consistere in un sostegno che reciprocamente avrebbe conferito a Tozzi ed alla Francese, l’appoggio incondizionato reciproco, ad un eventuale ballottaggio, che poi si è puntualmente verificato. A sostegno di questa tesi, che riportiamo per dovere di cronaca politica e null’altro, ci viene calato l’accento sull’accordo mancato tra lo stesso Tozzi e Gerardo Motta, altro ballottante, e che avrebbe conferito gli stessi ipotetici incarichi se Motta avesse ottenuto lo scranno a palazzo di città. Tozzi, a suo tempo, e quindi nel mentre era in atto la trattativa su eventuali accordi pre-ballottaggio, avrebbe spedito un suo emissario a conferire con Motta, tanto da produrre una possibile sorta di probabilità, ad un accordo che nei fatti non si è mai configurato. Sempre sulla scorta del nostro informatore, ci viene chiarito l’eventuale doppio tavolo di trattative sulle quali il disequilibrio politico andava configurandosi con l’accordo pre-natalizio tra Tozzi e Francese. Possibile tutto questo? C’era questo disegno per sbarazzarsi di Motta? Quale poteva essere il timore nei confronti dell’imprenditore della logistica? Mentre la consistenza di Tozzi comincia a sfaldarsi come neve al sole ed in considerazione dell’incontro dell’altro ieri pomeriggio, allo stesso è stato chiesto quali fossero i meriti e il potere politico che lo ha visto attore principale nella nomina di tre assessori, quali Gioia, Toriello e Onnembo. Unitamente alla sua nomina di Vice sindaco, nonché delegato ai vigili urbani ed alla viabilità. Domanda generica: Chi ha conferito tutto questo potere decisionale a Tozzi? E’ un tesserato di Fratelli d’Italia oppure un civico? E se fosse tesserato del partito, perché ha scelto di candidarsi come civico? Qual è la sua politica? E’ la domanda che gli iscritti, alcune componenti del direttivo, unitamente ai simpatizzanti del partito, si chiedono a tale proposito. A conti fatti, l’area della “politica per bene” si frantuma. Perde circa 3000 consensi dei quasi seimila ottenuti, a seguito della fuoriuscita di troppe componenti umane. Ecco perché, forse, ci hanno riferito, l’assenso della Francese sulla posizione decisionista di Tozzi. Frutto di un accordo retrodatato? Insomma Quo Vadis?

                                                                                                                                 Giovanni Coscia


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