Oggi, 23 novembre 2016, ricorre l’anniversario di uno dei peggiori terremoti del Novecento in Italia. Esattamente 36 anni fa un fortissimo terremoto devastava l’Irpinia, nel territorio compreso al confine fra Campania e Basilicata. Erano le 19.34 quando la terra tremò, facendo registrare una magnitudo 6.9. L’area colpita si estendeva fra le province di Avellino, Salerno e Potenza. I comuni maggiormente colpiti furono Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna.
Il Catalogo dei Terremoti Italiani CFTI4, compilato dall’INGV, accertò che i morti ufficialmente furono 2735, i feriti circa 9000, e a rimanere senzatetto furono circa 394.000. La natura distrusse in pochi secondi ospedali, farmacie, sedi comunali, stazioni dei carabinieri, case e scuole.
Risultarono danneggiati 1186 stabilimenti industriali con più di 10 addetti, per un totale di 75.000 occupati. Furono danneggiate 106.479 aziende artigianali, alberghiere, commerciali e di servizio; con danni, oltre che agli immobili, a macchinari, attrezzature, scorte, merci, prodotti finiti, automezzi.










