Lucia Ferraioli, difende le linee guida del Puc tracciate da Alvisi

L’associazione Rinascita ha partecipato all’importante momento aggregativo e progettuale costituito dall’esperienza “Battipaglia Collabora” definendola un’occasione importante per Battipaglia, per una visione nuova e finalmente partecipativa. “L’indolenza e l’indifferenza della classe politica – dichiara Lucia Ferraioli di Rinascita – ha mortificato quella che poteva essere e forse ancora può essere una bella realtà del sud. Al nostro territorio non manca nulla. Terreni fertili, purtroppo ancora per poco se non si pone un freno alla “serrificazione”ed alla”cementificazione” che hanno tolto spazi vitali, messo a repentaglio la sicurezza e privato di servizi necessari la vita dei suoi abitanti. La piccola fascia pinetata, con il suo specchio d’acqua, potrebbero dare nuova linfa, abbandonando le idee speculative che l’hanno quasi distrutta. Senza trascurare l’importanza che luoghi di cultura come un teatro, biblioteca, museo e cinema hanno per la crescita sana di intere generazioni e l’indotto creato da tali servizi”. Le linee guida dell’architetto Alvisi, assieme al suo giovane ed entusiasta team, e della visione del grande Architetto Renzo Piano potrebbero dare di nuovo uno spazio nella realtà che conta. Tenendo in considerazione della vicinanza con un importante sito archeologico, che fa da ultimo grandi numeri di visitatori, Battipaglia potrebbe diventare il salotto buono della provincia, rafforzare il suo indotto economico e riscattarsi da un destino che sembra averne già decretato la fine. “La nostra città con il fiume che l’attraversa – conclude Ferraioli – non è diversa da tante piccole città italiane,certamente meno offese dall’illegalità e più rispettose della salvaguardia del “vecchio”inteso come memoria storica ed identitaria di una comunità. Non deve arroccarsi a difesa di un nucleo ma accogliere e rispettare. Una buona amministrazione si caratterizza per il rispetto verso le altrui idee,senza la salvaguardia di privilegi in nome di una mala intesa identità (la c.d.”battipagliesita”) che non pochi guasti ha prodotto e che tanti potrebbe ancora,anche in attività ritenute marginali. Non perdiamo anche l’occasione del ridisegno urbanistico della città; è l’ultima occasione per chi vive nella nostra città e per i nostri figli destinati ad altri territori, non sempre per scelta. Una città “diversa “non una città “normale “.


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