BATTIPAGLIA — C’è un filo invisibile ma indistruttibile che unisce la Nova Arena di Tortona al parquet del PalaZauli, e quel filo porta il nome di Giuseppe “Peppe” Poeta. Il coach battipagliese ha scritto l’ennesima pagina leggendaria della sua straordinaria carriera cestistica, guidando la sua Olimpia Milano alla conquista della Supercoppa Italiana 2026 grazie al successo per 94-87 dopo un tempo supplementare contro la Reyer Venezia. Con questo trionfo, arrivato al culmine di una sfida epica, Poeta completa un 2026 perfetto in Italia: dopo aver alzato la Coppa Italia e aver conquistato lo Scudetto (il trentaduesimo nella bacheca delle Scarpette Rosse), mette in bacheca anche la Supercoppa. Un “triplete” nazionale pazzesco ottenuto alla sua prima vera esperienza da capo allenatore. Prima di lui, nella gloriosa storia dell’Olimpia Milano, una simile striscia di successi interni era riuscita soltanto a due mostri sacri della panchina: Jasmin Repesa ed Ettore Messina. A 41 anni, inoltre, Peppe si consacra come il secondo allenatore più giovane di sempre a vincere la Supercoppa, preceduto nella storia solo dal leggendario Zeljko Obradovic nel 1997. Per la comunità di Battipaglia non si tratta “solo” di un evento sportivo, ma di un moto d’orgoglio collettivo. Nato e cresciuto cestisticamente all’ombra del Castelluccio, Poeta ha mosso i suoi primi passi proprio tra le fila della Pallacanestro Battipaglia prima e di Salerno poi, iniziando una scalata impressionante. Da playmaker puro, dotato di una visione di gioco celestiale e di una leadership innata, ha calcato i parquet più prestigiosi d’Europa — vestendo le maglie di Teramo, Virtus Bologna (di cui è stato capitano), Torino (alzando la Coppa Italia da giocatore nel 2018) e persino degli spagnoli del Saski Baskonia — collezionando ben 120 presenze con la maglia della Nazionale Italiana. Ma è sulla panchina che la sua evoluzione ha sbalordito tutti. Accolto inizialmente come un “player’s coach” per la sua straordinaria capacità di fare gruppo e connettersi con i giocatori, Peppe ha dimostrato una maturità tattica e una fame di vittoria da veterano assoluto, doti che lo hanno reso l’erede designato per gestire una corazzata complessa come quella milanese. Oggi la città di Battipaglia brilla di riflesso grazie ai successi del suo figlio più illustre nel mondo dello sport. Sui social e nelle strade della nostra città l’entusiasmo è tangibile: vedere un battipagliese doc dominare la palla a spicchi nazionale, ricevere i complimenti dei massimi vertici dello sport e scrivere record storici è l’ennesima conferma del talento e della resilienza che la nostra terra sa esprimere.











