domenica, Giugno 26, 2022

S, Maria della Speranza, dopo il declassamento arriva Minervini. Politica locale allo sbando

Si è già insediato presso la nuova sede di Battipaglia, da una settimana circa, il nuovo direttore sanitario dell’ospedale Mario Minervini. Va innanzitutto acclarato, che’ grazie allo scarso impegno politico, la città di Battipaglia, si è vista ridimensionare, notevolmente, la propria struttura ospedaliera. Il S. Maria della Speranza,  è’ oramai, nei fatti tecnici, giuridici e sanitari,  una “dependance” o se si preferisce, una sede distaccata e definitiva,  del SS Maria addolorata di Eboli. Nulla da eccepire. Tutto è compiuto, esclamò un signore 2000 anni fa. La città, forse, non ha assorbito ancora la notizia, o magari non vuole rendersene conto, in quanto uno strano velo è calato su quanto accaduto. Il compito nefasto dei social, ha avuto un ruolo importante. A parte i “likes” e gli amici su Facebook, tutti di parte. Si è detto infatti, che non è vero quanto riportato dai giornali e dai blogs, e che l’ospedale di Battipaglia, ricopre ancora il ruolo iniziale e che sempre ha rivestito. La verità è che lo stesso nosocomio (ex) è stato privato, oltre che dei reparti  di Cardiologia, (resta aperto l’ambulatorio), Chirurgia del rachide, Allergologia, Immunologia Polmonaree UTIC, anche del declassamento a struttura semplice del reparto T.I.N. Terapia intensiva Neonatale, fiore all’occhiello del nosocomio battipagliese e vanto regionale, in quanto era uno dei 5 ospedali della regione, a vantare di questo servizio, unitamente al  Santobono.  Una realtà sconvolgente, se si va oltre questa presa di posizione dei dirigenti ASL, provinciali e regionali, che nei fatti, hanno ulteriormente colpito e affondato la città di Battipaglia, ed i servizi in essere dell’ospedale. Ora ricoprono solo ed unicamente una funzione secondaria. Una sorta di clinica e nulla più. Infatti, ciò che resta dei servizi sanitari, sono solo reparti o ambulatori con funzionalità definita SEMPLICE. Dapprima, erano servizi complessi, nel senso che la struttura ricettiva, poteva assolvere ad ogni esigenza del paziente. Oggi, si deve far ricorso solo ed unicamente all’ospedale di Eboli, tant’è che è stato predisposto l’ordine incondizionato, di un infermiere, di un autista di ambulanza, per il trasporto presso il nosocomio di Eboli, nel caso in cui vi fosse un pronto soccorso di gravità elevato. Ritornando ai fatti principali, va segnalato, chequalche dirigente ha fatto sentire la propria voce, ed ha additato allo scarso interesse politico locale, la debacle definitiva dell’ospedale battipagliese. “La pressione politica di Eboli, e dei suoi rappresentanti nazionali, con forte ascendente su quelle provinciali e regionali, hanno fatto si che l’ospedale ss. Maria addolorata, ex convento ebolitano, fosse prioritario nei confronti del più centrale s.m. della speranza”. Si può definire, senza commettere errore alcuno, che resta in piedi solo una struttura di cemento armato e nulla più”. Ecco cosa è diventato l’ospedale di Battipaglia. Ma non tutti i reparti, ovviamente, sono chiusi. Resta in piedi, guarda caso, il reparto di rianimazione. Un segnale per qualcuno o qualcosa? Lo stesso dicasi del reparto di Medicina Nucleare. Panta Rei, affermavano i Greci e Panta Rei sulla decisione del governatore De Luca, il quale appena insediatosi a palazzo Santa Lucia, reintegrava Verrioli e Minervini, dirigenti dell’ASL sospesi a causa di alcuni provvedimenti ancora in corso di accertamento da parte degli organi competenti. Questa è la classe politica battipagliese. Inerme, inefficiente, inoperosa e dimentica dell’amore verso la propria città. Ma opere di sciacallaggio politico, già sono in atto. In atto e in essere con “figuri” molto vicino all’attuale amministrazione, che campano di politica e che cercano di rilanciarsi, nascondendo le proprie false identità dietro l’intramontabile dito (medio). Ad ogni modo chi ne paga le conseguenze è una popolazione che subisce, impotente ed in silenzio, quanto la classe politica non sa fare e non ha saputo fare. Una città schiacciata dalla sua realtà. Una città che vive la gogna di se stessa e che da troppi abitanti non è amata. Certo, la battipagliese ha vinto l’ultimo derby, si parla di questo e basta, e per molti questo conta; ma non per chi ama la città. Ecomerecitava ilgrandeNeruda…lentamentemuorechi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi abbandona un progetto e ripete gli stessi errori….Sono convinto che Neruda, guardava verso Battipaglia, in direzione autostrada, presso l’ospedale. Pardon, verso il suo fantasma cementizio.


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