martedì, Agosto 16, 2022

Battipagliese. Cari tifosi, è il momento di stare uniti….l’opinione di Andrea Laganà

andrea lagana1Le divisioni nel tifo bianconero ci sono, lo sappiamo. Lo strappo è avvenuto in estate e il motivo del contendere è la posizione di Tudisco sulla panchina della Battipagliese. C’è chi non lo vuole e allora diserta lo stadio “Pastena” ma segue la squadra in trasferta e c’è a chi la posizione del tecnico gli è completamente indifferente e allora è presente in tribuna e fa il tifo normalmente sia in casa che fuori. Contro ci sono due generazioni diverse: c’è quella che è cresciuta a Barbera e champagne, ha goduto alla “Favorita”, ha vissuto gli anni d’oro e trasferte magiche; dall’altra parte c’è quella che l’incubo di Palazzolo se lo sogna ancora oggi, quella che se gli dici Fabio Marzio risponde automaticamente “Alleruzzo al 93’”: insomma due mondi diversi ma per nulla contrapposti, semplicemente consequenziali. Vi pensate che alle nuove generazioni non sarebbe piaciuto vivere la trasferta di Terni, Ascoli, Perugia? E’ solo che la carta d’identità in alcuni casi è inclemente. Non può e non deve esserci rivalità in questi due mondi, ci dovrebbe essere familiarità come quando il padre insegna al proprio figliolo ad andare in bicicletta: lo lancia sulla strada con le rotelle, poi le leva, gli mette una mano sotto il sellino e lo fa pedalare. Oggi cadrà ma domani si rialzerà e potrà pedalare da solo. E’ una semplice metafora che sta a significare quanto sia importante il passato in una tifoseria ma, soprattutto, quanto sia importante dare un futuro a quei colori e a quella passione. Ragazzi, parliamoci chiaro, siamo figli della stessa terra, nelle vene di ognuno di noi scorre lo stesso sangue bianconero, apparteniamo alla stessa famiglia indipendentemente da Tudisco perché oggi lui c’è e pazienza ma domani andrà via ma quella maglietta rimarrà ancora là. Il lavoro certosino che sta facendo il presidente Palmentieri per ricucire lo strappo è invidiabile. Quale presidente si sarebbe preso il lusso di mettersi in mezzo, provare a fare da paciere? Sarebbe stato più comodo prendere la palla al balzo, salutare tutti e passare la mano con la solita vecchia dichiarazione: “A Battipaglia non si può fare calcio, fatelo voi!”. E arrivederci e grazie. E invece no. E allora, unità, unità e assolutamente unità. 
P.S. Per quanto riguarda il campo: Cibele continua ad essere impresentabile ogni domenica su un campo da calcio. Spazio a Gassama (poi un giorno vi racconterò la sua/ nostra storia che ci lega a questo ragazzo) se sta bene. Quattro partite ufficiali con due vittorie e due pareggi: Tudisco deve continuare a rimanere lì al suo posto. Sta facendo un lavoro egregio. Pazienza e fiducia.

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