martedì, Agosto 9, 2022

Usi civici: diritto d’uso per una determinata collettività

Gli usi civici sono diritti d’uso che spettano a coloro che compongono una determinata collettività. Tale uso si manifesta in attività relative al godimento di un determinato bene quale: godere del pascolo, fare legna o usare dei prodotti del bosco, seminare terreni, ecc. Risalgono a vecchi diritti collettivi prima ancora che sorgessero i comuni; quando poi la proprietà passò al Comune come ente rappresentativo della collettività, i singoli cittadini rimasero comunque titolari del relativo diritto. Sono diritti inalienabili e imprescrittibili e non soggetti a commercio. Appartengono alle popolazioni di un determinato territorio ove hanno la residenza e sono soggetti al regime giuridico dei beni demaniali. Sono diritti a carattere gratuito perché il singolo cittadino è titolare dell’uso, tutt’al più può pagarsi il sevizio per tale sfruttamento. Hanno perso di attualità con l’evolversi delle situazioni economiche per cui non rispondono più a quel carattere di necessità di un tempo; tant’è che le Amministrazioni ne facilitano lo sgravio attraverso il procedimento cosiddetto di affrancazione e liquidazione, dando la possibilità ai proprietari dei terreni gravati, di liberarli pagando ai Comuni un prezzo che può essere in natura (parte del fondo) o attraverso un canone capitalizzato.

Avv. Carmine Galdi

carminegaldi@virgilio.it


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