L’Italia del biliardo conquista l’Argentina: La Manna e Falbo firmano un trionfo storico lungo 33 anni

MARCOS JUÁREZ (Argentina) – A una settimana dalla conclusione del Campionato del Mondo individuale di biliardo 5 birilli, l’euforia lascia spazio a un bilancio che definire storico è riduttivo. La spedizione azzurra rientra dall’Argentina stringendo tra le mani un primato che mancava da ben 33 anni. L’ultima volta che l’inno di Mameli era risuonato sul suolo argentino per un titolo iridato della stecca risaliva al 1993 a Bolívar, grazie all’impresa di Fabio Cavazzana. Oggi, nel 2026, la storia si ripete e si espande, portando la firma di due straordinari talenti del nostro territorio: Antonio La Manna per il titolo Mondiale Assoluto e il giovanissimo Corrado Falbo per il Mondiale Juniores. Il nuovo Campione del Mondo Assoluto è il quarantatreenne Antonio La Manna, orgoglio di Visciano, piccolo comune della città metropolitana di Napoli (Campania). Cresciuto a “pane e biliardo” nella sala gestita dal padre, La Manna ha coronato una stagione perfetta: a soli due mesi di distanza dal titolo di Campione Italiano Assoluto conquistato a Saint-Vincent, ha sbaragliato la concorrenza internazionale a Marcos Juárez, superando in una finalissima tutta azzurra il connazionale Riccardo Nuovo. Se il presente parla campano, il futuro del biliardo italiano ha profonde radici siciliane. Il Mondiale Juniores (Under 22) ha visto il trionfo del sedicenne (classe 2008) Corrado Falbo, originario di Avola, in provincia di Siracusa (Sicilia). Già Campione Italiano Juniores e argento europeo in Grecia, lo straordinario talento avolese ha conquistato l’oro iridato superando in finale il campione in carica, l’altro azzurro Emanuel Cucchiara. Una doppietta azzurra pazzesca se si pensa che l’Italia schierava soltanto due atleti su dodici partenti. I trionfi di La Manna e Falbo non sono exploit isolati, ma il frutto del dominio totale della scuola italiana. La progressione del contingente azzurro nel tabellone principale fotografa un monopolio impressionante, che ha letteralmente occupato il torneo man mano che il livello si alzava. L’en plein iniziale: 11 atleti italiani su 11 superano la fase a gironi (Barbini, Gualemi, La Manna, Maceri, Marchioretto, Nuovo, Pepe, Quarta, Ragonesi, Scorza e Vecchione). La selezione agli ottavi: 7 atleti azzurri in gara, pari al 44% del lotto dei partenti. Il controllo ai quarti: 4 atleti azzurri su 8 (il 50% esatto). Il monopolio in semifinale: 3 italiani su 4 (il 75% del tabellone). L’epilogo blindato: Finale 100% italiana tra La Manna e Nuovo Un dominio che, come sottolineato dal CT Angelo Contrafatto, è andato oltre i tabelloni statistici: «I nostri numeri sono stati persino penalizzati dagli scontri diretti: andando avanti, per far superare il turno a un italiano, eravamo costretti a eliminarne un altro. Quando una Nazionale porta così tanti atleti nelle fasi decisive significa che alla base c’è una scuola forte». L’Italia del biliardo torna dall’Argentina stringendo il mondo tra le mani: dalle sponde della Campania fino alle coste della Sicilia, la stecca azzurra non ha mai avuto un presente così solido e un futuro così luminoso.

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