1988-2018 Battipagliese in C2 è un canto malinconico

E’ vero, ci eravamo dati appuntamento all’anno prossimo ma è difficile, se non impossibile per chi ama questi colori non ritornare per un secondo a scrivere e soffermarsi su quello che è accaduto martedì. Martedì alle 18, martedì 15 maggio alle ore 18 presso il salotto comunale si è tenuto l’evento dedicato al trentennale di quella vittoria lì, quella di Castellammare di Stabia contro la Sarnese, quella della C2. Ricordate? Bene. Evento bellissimo, va detto, a tratti commovente. Complimenti vivissimi, quindi,a chi ha avuto questa idea, e cioè il giornalista de “Il Mattino” Paolo De Vita, che ha radunato sotto lo stesso tetto di nuovo i protagonisti di quella fantastica giornata (ed eccezione di mister Santosuosso e Condemi) a trent’anni di distanza. E non sotto un tetto qualunque, il tetto di una pizzeria, un ristornate o di un centro sportivo ma il tetto della casa comunale di Battipaglia. Un luogo simbolico, significativo, giusto per quell’evento. Però…però eravamo 4 gatti. Anche 3 ad essere sinceri. Permettetemi: è vergognoso! Dov’erano i tifosi? Dov’erano le persone di quella generazione lì? Dov’erano quelli di Castellammare? Dov’era la gente di Battipaglia? Dov’era la sindaca? E’ stato un canto malinconico, triste. Quei ragazzi, adesso divenuti signori, meritavano un minimo di considerazione perché hanno simboleggiato qualcosa in ognuno di voi e meritavano almeno un grazie, un applauso, un sorriso. Niente di tutto questo. Lo meritavano quei ragazzi e lo meritava quel signore in prima fila con i capelli bianchi e il sorriso amaro. Era Bruno Pastena, signori. Nei miei 20 anni di attività al fianco della Battipagliese mai e poi mai l’ho sentito parlare in pubblico di quella squadra, di questa squadra, della sua squadra. Invece martedì era lì, in prima fila. Sarebbe stata l’occasione buona per sbattergli le mani e chiedergli scusa. Sommessamente e con il capo cosparso di cenere. E invece niente, nessuno, zero. Mi dispiace per voi e abbraccio simbolicamente Paolo De Vita invitandolo e incoraggiandolo fortemente a non mollare e a continuare ad organizzare questi eventi qui, questi eventi in cui parte da dentro la battipagliesità che tutti cercano ma nessuno trova. Una battipagliesità fatta di sentimenti e non di ragione, di cuore e non di testa. Bene, martedì la battipagliesità era lì, in quel salotto comunale che cantava il suo canto malinconico nel vuoto di uno stanzone. 
 
P.S. Si sappia: i presenti martedì hanno urlato ancora una volta “gooolll” quando Condemi l’ha buttata dentro, qualcuno ha alzato anche i pugni al cielo in segno di vittoria. E’ accaduto 30 anni fa o martedì? E’ stato bellissimo…

Articoli simili

SEGUICI

20,571FansMi piace
5,616FollowerSegui
1,090IscrittiIscriviti

Ultimi articoli