mercoledì, Maggio 25, 2022

Salerno. Museo Archeologico Provinciale di Salerno, viene inaugurata “Eternità delle Muse”

Domani, alle ore 17,30, presso il Museo Archeologico Provinciale di Salerno, viene inaugurata “Eternità delle Muse”, la personale dello scultore Loriano Aiazzi, a cura di Niccolò Lucarelli. Sono presenti per un saluto istituzionale il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, la Consigliera provinciale delegata alla Cultura, Beni Culturali e Turismo, Paky Memoli, e il Dirigente del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali, Ciro Castaldo. La mostra, patrocinata da Regione Campania, Provincia e Comune di Salerno, resta aperta fino al 20 ottobre 2019. Nella sua trentennale carriera, Aiazzi vanta personali e collettive in Italia e all’estero, fra cui la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 2011. Vanno inoltre ricordate la personale al Palazzo della Regione Toscana a Firenze nel 2008, la collettiva “Immagina” presso l’Istituto di Cultura Italiana di Colonia nel 2012, la collettiva “Grandi Maestri, piccole sculture” a Palazzo Sozzifanti di Pistoia nel 2013, la personale alla Rocca Aldobrandesca di Capalbio e la doppia personale con Sergio Monari alla Regione Lombardia, a Milano, nel 2018. Secondo il curatore Niccolò Lucarelli, la scultura di Aiazzi si ispira essenzialmente al Modernismo europeo a cavallo degli anni Venti e Trenta, a sua volta ispirato alle tradizioni artistiche delle civiltà arcaiche, da quella etrusca a quella magnogreca. Per questa ragione, la collezione del Museo Archeologico salernitano costituisce il naturale interlocutore per un dialogo estetico e concettuale sulla china dei millenni. L’apprezzamento dell’antico con la sua parca severità estetica, fa sì che le opere giungano rapide al concetto che intendono esprimere, senza la mediazione di orpelli che appesantiscano la lineare semplicità del tratto: all’occhio dell’osservatore si offre l’immagine pura del pensiero, avvolto in un assorto silenzio contemplativo. Aiazzi non è scultore di narrazione, lo si può invece pensare come uno scultore-filosofo, che immortala nel bronzo i valori della sapienza antica, di un’antichità però universale, al punto da essere valida ancora oggi, nonostante la decadenza morale della società contemporanea.


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