Ancora una volta il Napoli, come già visto negli ultimi anni di rincorsa allo Scudetto, perde l’occasione di accorciare da Juventus e Inter che avevano pareggiato il giorno prima. Finisce 1-1 a Ferrara sulla falsa riga di un copione già visto, con tante parate del portiere avversario, pali e palle gol sprecate dai partenopei. Un primo tempo dalle due facce quello del Napoli, che inizia forte e trova subito il vantaggio con Milik, tornato titolare e in coppia con Mertens, il quale si vede assegnare e poi togliere un calcio di rigore dalla VAR, poi arriva il pareggio di Kurtic e la Spal prende coraggio e la partita diventa equilibrata. Nella ripresa invece è un dominio assoluto degli azzurri che creano tanto e costringono gli uomini di Semplici nella propria aria di rigore, per affacciarsi solo di rado dalle parti di Ospina che su un calcio d’angolo compie una parata super. Non sortiscono gli effetti sperati gli ingressi di Callejon e Llorente, il puntero basco probabilmente sarebbe stato utile dall’inizio in coppia con Milik come fu nella larga vittoria di Lecce, per provare l’assalto al fortino già dal primo tempo. Cambia la partita invece Fabian Ruiz quando subentra ad un Elmas impalpabile ma con l’attenuante di aver giocato da esterno destro, novità assoluta per lui. Nota spiacevole l’infortunio di Malcuit, che esce dal campo in lacrime per un problema al ginocchio destro, in bocca al lupo Kevin. Ancelotti dà lezioni di signoria ai suoi colleghi che si spera prendano esempio dal punto di vista dello spessore della persona. Carletto non cerca alibi e alla domanda sul rigore cancellato dalla VAR, la risposta è perentoria, “non è calcio di rigore la regola è chiara”. Aggiungiamo noi che il problema è la difformità di giudizio, in quanto abbiamo visto rigori del genere assegnati, sbagliando ovviamente. La critica, sana, oggi è sacrosanta non per la prestazione che è stata sopra la sufficienza ma bisognava portare a casa i 3 punti perché occasioni del genere non si ripresenteranno più. Non crediamo sia stato determinante il tour over spesso eccessivo di Ancelotti, se consideriamo che rispetto alla partita di Champions i cambi sono stati solo 4, quindi il problema è da ricercare sicuramente nella maggior precisione sotto porta. Mercoledì c’è l’Atalanta alle 19:00 al San Paolo e diventa già uno snodo fondamentale, perché gli orobici sono davanti al Napoli di tre punti e reduci da una roboante vittoria per 7-1 contro l’Udinese, di conseguenza l’apporto dei 55.000 di Fuorigrotta è importantissimo per far esprimere al meglio i partenopei.
SPAL (3-5-2): Berisha; Tomovic, Vicari, Igor (54′ Cionek); Strefezza, Missiroli, Murgia, Kurtic (77′ Valoti), Reca; Paloschi (61′ Floccari), Petagna. A disposizione: Felipe, Letica, Mastrilli, Moncini, Ngagne, Sala, Salamon, Valdifiori. Allenatore: Semplici.
NAPOLI (4-4-2): Ospina; Malcuit (69′ Callejon), Koulibaly, Luperto, Di Lorenzo; Elmas (54′ Ruiz), Allan, Zielinski, Insigne; Milik, Mertens (71′ Llorente). A disposizione: Gaetano, Ghoulam, Karnezis, Lozano, Maksimovic, Meret, Tonelli, Younes. Allenatore: Ancelotti.
ARBITRO: La Penna di Roma.
MARCATORI: 9′ Milik (N), 16′ Kurtic (S)
NOTE: Ammoniti Strefezza, Tomovic, Cionek, Berisha (S); Luperto (N). Recupero: 3’pt – 6’st












