martedì, Giugno 28, 2022

Prescrizione, in vigore le nuove norme dal primo gennaio 2020

Scontro nel Paese senza soluzione di continuità sulla nuova norma sulla prescrizione entrata in vigore dal primo gennaio 2020. Che cos’è la prescrizione: è una forma di garanzia per gli imputati contro l’eccessiva lunghezza dei processi  ed è uno strumento che lo Stato può utilizzare quando non è più interessato a perseguire alcuni reati (quelli punibili con l’ergastolo, invece, erano già imprescrittibili prima della riforma). La riforma si applicherà solo ai presunti reati compiuti a partire dal primo gennaio del 2020 e solo dopo che si arriverà a una sentenza di primo grado, sia di condanna che di assoluzione. La riforma prevede che restino invariati i termini della prescrizione per i reati consumati e tentati (nel primo caso decorre dal momento in cui è stato consumato il presunto reato, nel secondo dal momento in cui è terminata l’attività dell’imputato), mentre cambiano i termini per i reati continuati, cioè quelli in cui una persona commette più reati che rientrano in un medesimo “disegno criminoso”, come si dice: in questo caso il termine di prescrizione decorrerà dal giorno in cui è cessata la continuazione, e non più dal momento in cui è stato commesso ciascuno dei reati. Attualmente si stima infatti che ai tribunali italiani manchino circa 10 mila dipendenti per poter funzionare a pieno regime. Con questa riforma, un imputato che venga assolto in primo grado potrebbe non veder finire la sua vicenda processuale per molti anni – e teoricamente per sempre – anche se nel frattempo non dovesse accadere nulla perché i tribunali hanno deciso di concentrarsi su casi più gravi e urgenti.


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