lunedì, Ottobre 26, 2020

Piacenza. Carabinieri infedeli, l’appuntato Montella: “tutti sotto di me”

Carabinieri arrestati a Piacenza, continuano gli interrogatori di garanzia. Emergono nuovi particolari aspetti sull’infedeltà dei militari. Dalle intercettazioni telefoniche Montella si vantava di tenerli tutti “sotto di lui”. Ha risposto per tre ore di fila alle domande dei magistrati l’appuntato Giuseppe Montella nel corso dell’Interrogatorio sui carabinieri della caserma Levante di Piacenza. La procura cerca riscontri alle accuse contenute nelle 900 pagine della richiesta di arresto per i carabinieri coinvolti. Principalmente parlavo con Montella, il quale mi diceva che  comunque tutti gli altri carabinieri della stazione erano ‘sotto la sua cappella’, compreso il comandante Orlando… alcune volte ho parlato anche con Falanga”. Così, lo scorso gennaio, davanti agli investigatori, il giovane pusher marocchino che passava le informazioni ai carabinieri infedeli della caserma Levante di Piacenza, descrive la figura di Giuseppe Montella, il leader del gruppo, conosciuto molti anni prima perché faceva il preparatore atletico di una squadra di calcio di cui aveva fatto parte. E’ quanto emerge dalla carte dei pm piacentini titolari dell’inchiesta ‘Odyssesus’.Legale Montella,si può sbagliare per vanità e ingenuità  – “Si può sbagliare, si possono fare errori, per ingenuità, per vanità, per tante cose. Certe condotte possono avere rilevanza penale e chi ha sbagliato pagherà”. Lo ha detto l’avvocato Emanuele Solari, il legale di Giuseppe Montella, il carabiniere considerato al vertice della piramide del sistema criminale messo in piedi nella caserma Levante, di fatto non escludendo che il suo assistito abbia fatto delle prime ammissioni davanti al Gip. Il carabiniere ha risposto per 3 ore a tutte le domande che gli sono state poste, “fornendo tutte le informazioni che poteva fornire”, ha spiegato l’avvocato, “c’è la volontà di spiegare e ci saranno ulteriori riscontri. È stato collaborativo al cento per cento nel rispetto della giustizia”. In sostanza, ha aggiunto l’altro avvocato, “c’è stata una collaborazione completa, chiarificatrice, esplicita e senza esitazioni”.
   

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