venerdì, Luglio 30, 2021

Omicidio di Chiara Gualzetti. Il killer era seguito da uno psicologo

Dopo l’omicidio di Chiara Gualzetti il sedicenne indagato ha mandato messaggi vocali “dal tenore inequivoco” a un’altra amica “cui raccontava quello che aveva commesso”. È quanto ricostruisce il Gip del tribunale per i Minorenni di Bologna, nell’ordinanza con cui convalida il fermo e dispone la custodia in carcere per il ragazzo. Nel motivare l’applicazione della custodia in carcere per il rischio di reiterazione del reato, il gip sottolinea del sedicenne  la sua “mancanza di scrupoli, di freni inibitori, di motivazioni e segnali di resipiscenza ” come emerge “dal tenore dei messaggi vocali inviati a un’amica subito dopo i fatti”. Tre incontri con uno psicologo fatti e una visita con un neuropsichiatra rimasta solo fissata in calendario, quando ormai sarà troppo tardi per evitare l’omicidio. E’ quanto emerso dagli accertamenti sul sedicenne in carcere per aver assassinato Chiara Gualzetti. Il ragazzo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, nell’ultimo periodo aveva manifestato segnali di disagio che avevano portato la famiglia a farlo seguire da uno psicologo, il quale a propria volta, dopo averlo incontrato, aveva suggerito di rivolgersi a uno specialista. Il ragazzo, tra le altre cose, utilizzava spessissimo delle lenti a contatto rosse, come a voler immedesimarsi in un personaggio di una serie Tv, Lucifer, a cui ha anche accennato negli interrogatori, durante i quali ha raccontato di una “presenza demoniaca” che lo spingeva alla violenza. Un elemento preponderante nella confessione ribadita davanti al Gip del tribunale per i minorenni, unita al fatto che si è detto infastidito dalle avances della giovane amica, che lui non corrispondeva. Inoltre avrebbe detto anche che Chiara aveva espresso il desiderio di morire e che lui l’avrebbe così accontentata.

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