martedì, Ottobre 19, 2021

Multe e sanzioni dei parenti, gli eredi non hanno l’obbligo di pagare

Alla morte di ogni persona gli eredi sono chiamati a succedere sia nei rapporti attivi (crediti) che in quelli passivi (debiti). Gli aventi diritto hanno 10 anni di tempo per accettare o meno l’eredità; pertanto, fino a quando non dichiarano di subentrare nell’eredità restano chiamati e non eredi. Ad ogni modo, per chi accetterà l’eredità vi sono debiti personali che il de cuius non trasmetterà a chi subentrerà nel suo patrimonio.

Vediamo quali sono i debiti non trasmissibili:

  • – le sanzioni amministrative;
  • – le sanzioni tributarie;
  • – le multe stradali;
  • – le sanzioni penali;
  • – alimenti e assegno di mantenimento;
  • – debiti di gioco e scommesse;
  • – contratti personali;
  • – debiti prescritti.

Se viene notificata una multa e la cartella di pagamento dopo la morte di chi ha commesso l’infrazione non bisogna pagare. Ma va presentata all’ente che pretende di esigere il credito una richiesta di sgravio. Qualora fosse già arrivata a una cartella esattoriale, tale richiesta va presentata anche all’Agente per la riscossione.

Quasi sempre non si ottiene alcuna risposta. 

Attenzione, però, perché la mancata risposta è da considerare rigetto alla domanda di sgravio.

Dunque, per evitare che scada il termine per presentare il ricorso al giudice e l’atto diventi definitivo (nel qual caso bisogna pagare) è necessario valutare a quale autorità giudiziaria rivolgersi per la tutela dei propri diritti.

Bisogna dunque impugnare il verbale al codice della strada con la multa, arrivato dopo la morte del congiunto, davanti al giudice di Pace entro 30 giorni o davanti al Prefetto entro 60 giorni.

Stessa cosa per gli altri casi in cui non è prevista la trasmissibilità dei debiti agli eredi, va sempre presentato ricorso all’autorità giudiziaria competente nei termini di legge.

Avv. Carmine Galdi

carminegaldi@virgilio.it

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